Italia

L’infanzia tradita

Non sono il domani. Sono l’oggi dimenticato

4 Aprile 2025

I bambini non votano. Per questo vengono dimenticati. Non spostano i sondaggi. Non fanno rumore nei talk. Non portano voti. E allora si possono ignorare. Si può dire che sono il futuro, senza fare nulla per il loro presente. Non fanno rumore. E allora si può ignorarli. Si può dire che sono il futuro, senza fare nulla per il loro presente. Eppure, paradossalmente, viviamo in un mondo che dell’infanzia si nutre. I libri più venduti sono per bambini. I film che incassano di più parlano a loro. I prodotti per bambini sono infiniti. Abiti, scarpe, giocattoli, app, merendine, piattaforme, corsi. L’infanzia è un mercato che vale miliardi. Ovunque si vedono pubblicità che li usano per vendere. Bambini sorridenti, vestiti bene, accanto a un’auto, un telefono, un pacco di biscotti. Li celebriamo nei post. Li trasformiamo in soggetti pubblicitari, in testimonial inconsapevoli di felicità confezionata. Ma quando serve davvero qualcuno, non arriva nessuno. L’infanzia esiste solo quando è docile, addomesticata, vendibile.

Tutti parlano dei bambini. Tutti dicono di farlo per loro. Ma poi, quando si tratta di scegliere dove mettere davvero le risorse, diventano invisibili. Si finanziano progetti green, si digitalizzano i servizi, si inaugurano passerelle. Ma intanto i nidi chiudono. Gli asili mancano. I pediatri scarseggiano. Le scuole si sbriciolano come la pazienza dei genitori. Non è questione di bandiere politiche. È questione di verità. Di realtà. E la realtà è questa. L’infanzia non conviene. Non fa campagna. Non porta consenso.

I bambini non votano, eppure vedono. Vedono l’indifferenza. Vedono gli adulti promettere e dimenticare. Vedono la scuola diventare un contenitore, non un luogo di crescita. Vedono la fatica di una madre sola, l’assenza di un padre che lavora sempre. Vedono l’attesa in corridoio per una visita mai abbastanza urgente. Sono spettatori attenti, anche se non lo diciamo mai. Ogni parola che non diciamo oggi sarà un’accusa domani. Perché loro crescono. E un giorno chiederanno conto. Si dice spesso che i bambini sono il domani. Ma è una bugia comoda. I bambini sono l’oggi. Sono qui, adesso. E imparano a memoria il nostro silenzio. E se oggi non li ascoltiamo, domani non ci sarà più nessuno disposto ad ascoltarci.

 

 

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