Partiti e politici

La Germania si mobilita, l’Italia si astiene

Mentre in Germania e in altri paesi europei si registra un aumento della partecipazione elettorale grazie alla mobilitazione intorno a importanti temi politici o alla nascita di nuove forze politiche, in Italia l’apatia sembra prevalere, in particolare tra i giovani.

28 Febbraio 2025

Il fenomeno dell’astensionismo elettorale è in costante crescita in molti paesi occidentali, con una partecipazione alle diverse consultazioni sempre più limitata, tranne in occasioni specifiche che determinano picchi di affluenza. L’ultima chiamata alle urne tedesca di domenica scorsa ha infatti fatto registrare un’inversione di tendenza in questo ambito, con una notevole riduzione dell’astensionismo, che ha attirato l’attenzione per il suo contrasto con il panorama di altri paesi, tra cui l’Italia.

Negli ultimi anni, molti paesi europei hanno fatto registrare tassi di turnout profondamente legati a cause specifiche e congiunturali. Un esempio emblematico si è verificato in Francia, dove, a seguito della crescente popolarità di Marine Le Pen e del Front National, le elezioni politiche del 2024 hanno visto una partecipazione record del 67%, un aumento significativo rispetto al 48% delle elezioni precedenti.

Questo picco di affluenza è stato determinato dalla forte polarizzazione politica, che ha spinto gli elettori a recarsi alle urne per sostenere i propri candidati o per contrastare la crescita della destra radicale. Un fenomeno simile si è verificato anche in Germania: sebbene tra il 2009 e il 2013 si fosse registrato un tasso di astensionismo vicino al 30%, a causa di una situazione politica più stabile e della presenza della Grosse Koalition capitanata da Angela Merkel, negli ultimi anni la partecipazione alle elezioni è aumentata, sia alla Europee che alle Politiche, facendo scendere il tasso di astensionismo dal 30% al 15%. La crescita dell’Alternative für Deutschland (AfD), il partito di estrema destra tedesco, è stata probabilmente una delle cause di questa mobilitazione elettorale.

La partecipazione alle elezioni sembra seguire un pattern in cui la mobilitazione dell’elettorato è strettamente legata alla competitività politica. Quando emergono forze politiche nuove o sfide politiche significative, gli elettori tendono a reagire, aumentando la partecipazione alle urne. Come ho sottolineato, questo fenomeno è stato particolarmente visibile in paesi come la Francia, dove una grande mobilitazione ha avuto luogo per contrastare la crescita del Front National, e ora in Germania, dove l’avanzata della destra ha stimolato una risposta tanto dal lato degli elettori favorevoli quanto da quelli contrari alla AfD.

Gli astenuti delle precedenti elezioni del 2021 che sono in questo caso tornati al voto, secondo le analisi dei flussi elettorali hanno infatti privilegiato per il 50% circa proprio il partito di estrema destra, che ha raddoppiato i propri consensi, mentre l’altra metà ha scelto partiti avversari della AfD.

In Italia, tuttavia, la situazione è diversa. Nonostante i cambiamenti politici significativi e l’affermazione della destra, l’elettorato italiano sembra essere indifferente e disinteressato. Alle ultime elezioni politiche, alla destra venivano accreditate buone possibilità di vittoria, ma una parte significativa dell’elettorato, in particolare quello di sinistra, si è astenuto. Alle elezioni europee, la situazione è stata simile, con meno della metà degli italiani che ha partecipato al voto. L’apatia generale dell’elettorato italiano è un fenomeno che non sembra essere influenzato da alcuna particolare tematica politica che spinga la popolazione a recarsi alle urne.

Un altro aspetto cruciale che influisce sulla partecipazione elettorale riguarda i giovani, che sono spesso al centro delle mobilitazioni sociali. Nonostante la crescente attenzione su temi come il cambiamento climatico o la solidarietà con il popolo palestinese, molti giovani sembrano essere disillusi dalla politica tradizionale. La politica non riesce più a parlare alle nuove generazioni, che non vedono risposte concrete ai loro problemi, come l’occupazione giovanile e le questioni sociali. Sebbene temi come l’immigrazione e la globalizzazione riescano a mobilitare l’elettorato, questi temi non rappresentano le priorità per la gioventù, che si sente spesso emarginata dalle proposte politiche tradizionali.

In sintesi, mentre in Germania e in altri paesi europei si registra un aumento della partecipazione elettorale grazie alla mobilitazione intorno a temi politici significativi, in Italia l’apatia sembra prevalere. L’indifferenza politica dell’elettorato italiano, in particolare dei giovani, è un fenomeno che riflette la difficoltà della politica nel rispondere alle reali necessità della società. Una maggiore competitività politica e temi urgenti potrebbero stimolare un ritorno alle urne, ma al momento l’elettorato italiano sembra essere scarsamente motivato a farlo.

Università degli Studi di Milano

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