Sanità

ITESHS, un progetto per potenziare la Sanità in Africa

26 Febbraio 2025

Potenziare la formazione universitaria e lo sviluppo di nuove competenze sanitarie in Africa, rafforzando la cooperazione internazionale e il dialogo con i Paesi in via di sviluppo. È questo l’obiettivo del progetto “Integrated Transcultural Educational Synergy in Health Sciences” (ITESHS), presentato all’Università UniCamillus, un’iniziativa che punta alla promozione della qualità medica italiana in Somalia, Camerun ed Etiopia con corsi di laurea e post-laurea in ortopedia, fisioterapia e infermieristica.

Un progetto finanziato dall’Unione Europea

ITESHS è finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR e i soggetti interessati sono due importanti atenei: la UniCamillus di Roma e le Università di Chieti-Pescara e di Foggia. Il progetto è stato presentato a Roma durante il convegno “Salute e innovazione nel Piano Mattei: nuove prospettive educative e transculturali per la cooperazione sanitaria internazionale” che si è tenuto nella sede di UniCamillus. Durante l’evento sono intervenuti il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani e il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Gli obiettivi di ITESHS

Grazie a ITESHS, sarà trasferita la qualità della formazione medica italiana in Somalia, Camerun ed Etiopia, dove saranno create le basi per un sistema sanitario più forte e indipendente. UniCamillus e Università di Mogadiscio avvieranno un corso di laurea magistrale in fisioterapia con un periodo di mobilità internazionale di studenti e docenti somali che a Roma svolgeranno attività laboratoriali e seminariali. Il programma prevede anche un corso post lauream in ortopedia e traumatologia, rivolto a medici somali già impiegati nei tre principali ospedali di Mogadiscio, così da fornire loro una formazione personalizzata in base alle esigenze di cura locali. Attività per potenziare la ricerca e la didattica sono state pianificate dall’Università degli Studi di Chieti-Pescara e da quella di Addis Abeba, con la condivisione di una piattaforma digitale online per il potenziamento cognitivo e i serious games, con studenti italiani ed etiopi che lavoreranno insieme. Sarà organizzata anche la formazione rivolta a studenti e docenti sulla ricerca in psicologia. L’Università degli Studi di Foggia e l’Hanseatic Institute of Technology and Applied Sciences (HITAS) in Camerun promuoveranno l’integrazione e l’inclusione degli studenti africani in un percorso accademico internazionale, che consentirà loro di acquisire competenze infermieristiche grazie a metodologie e tecnologie innovative.

Il convegno “Salute e innovazione nel Piano Mattei: nuove prospettive educative e transculturali per la cooperazione sanitaria internazionale”.

Tre gli obiettivi principali del progetto: rafforzare le competenze sanitarie, attraverso la creazione di corsi di laurea; promuovere programmi di mobilità internazionale, incentivando lo scambio di esperienze e conoscenze tra studenti e corpo docente; sviluppare infrastrutture e tecnologie locali, quali laboratori ortopedici e aule informatiche, per supportare la formazione sul territorio.

Tajani: “È essenziale migliorare le condizioni di vita degli africani”

“I progetti legati alla salute e alla ricerca nell’ambito del Piano Mattei – ha detto Antonio Tajani nel suo intervento – sono fondamentali per favorire la crescita del continente africano e ottenere risultati concreti. Se consideriamo anche la questione migratoria, è essenziale migliorare le condizioni di vita degli africani, in particolare dei bambini, molti dei quali hanno un’aspettativa di vita di appena uno o tre anni. Per questo motivo, investire nella ricerca e nella sanità è una priorità. Ogni iniziativa che si muove in questa direzione contribuisce allo sviluppo dell’Africa, e abbiamo il dovere di svolgere un ruolo da protagonisti per sostenerne la crescita”.

Profita (UniCamillus): “L’obiettivo è formare professionisti sanitari altamente qualificati”

Sulla stessa linea del vicepremier il Rettore di UniCamillus, Gianni Profita: “Grazie all’attività di Università italiane – ha spiegato – sarà potenziata la formazione sanitaria in Somalia, Camerun ed Etiopia, gettando le basi per favorire un sistema più autonomo e resiliente, meno dipendente da episodiche attività umanitarie. Attraverso il lavoro congiunto delle Università partner italiane e africane, l’obiettivo è formare in loco professionisti sanitari altamente qualificati, in grado di rispondere alle esigenze delle rispettive comunità con competenza e dedizione. Sostenuta dai Fondi europei nell’ambito del PNRR, questa iniziativa non solo rafforza la sanità locale in Africa, ma ribadisce anche l’importanza della formazione di qualità e della partnership internazionale, andando pienamente a sposare gli obiettivi di sviluppo sostenibile e creando, così, importanti opportunità di crescita reciproca”.

La ministra della Salute somala: “Iniziative come questa ci consentono di formare professionisti più qualificati”

All’incontro ha partecipato anche la ministra della Salute somala, Maryan Mohamed Hussein, che ha espresso forte soddisfazione: “Questa iniziativa – ha detto nel suo intervento – segna una pietra miliare nella lunga e fruttuosa partnership tra Somalia e Italia, in particolare nel promuovere la sanità e l’istruzione. Il progetto ITESHS offre un’opportunità di trasformazione per rafforzare la nostra cooperazione nella formazione medica e nello sviluppo del sistema sanitario. Iniziative come questa ci consentono di formare professionisti più qualificati, migliorare l’accessibilità all’assistenza sanitaria, e, in definitiva, migliorare il benessere della nostra gente”.

Schillaci: “Una strategia chiave per accompagnare e sostenere i Paesi africani”

Una soddisfazione ovviamente condivisa da Orazio Schillaci, che ha sottolineato “Cooperazione internazionale, formazione e ricerca sono fondamentali per migliorare la salute globale e rafforzare i sistemi sanitari. La condivisione di conoscenza e competenze è ormai imprescindibile per superare barriere geografiche e culturali e per generare un impatto concreto sulle comunità, soprattutto in un’epoca in cui innovazioni tecnologiche e digitali sono sempre più centrali nelle politiche sanitarie. Il Piano Mattei per l’Africa, che vede impegnato il Governo nella sua interezza, rappresenta una strategia chiave per accompagnare e sostenere i Paesi africani nella costruzione di sistemi sanitari più solidi e autonomi, investendo nella formazione di nuovi professionisti e nel potenziamento delle strutture”.

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