Memoria e Futuro

Un poco di Europa

di Marco Di Salvo 26 Febbraio 2025

Poiché sarà l’ora di opere nuove, sarà anche l’ora di uomini nuovi: del MOVIMENTO PER L’EUROPA LIBERA ED UNITA.

Un’Europa libera e unita è premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna, di cui l’era totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era farà riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali.
Tutte le vecchie istituzioni conservatrici che ne impedivano l’attuazione saranno crollate o crollanti; e questa loro crisi dovrà essere sfruttata con coraggio e decisione.
La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la realizzazione per esse di condizioni più umane di vita.

da Il manifesto di Ventotene

Con queste motivazioni Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni sancivano in quel di Ventotene nel lontano 1941 le motivazioni per un’Unione Europea da far partire sin dopo la fine della guerra. Attenzione, in quell’anno, ancora Hitler era al potere (come Mussolini, d’altra parte) e le nazioni “democratiche” subivano i colpi dell’avanzata tedesca. I tre, non erano a Ventotene in vacanza, ma in confino. Eppure, nulla scalfiva i loro propositi e le loro aspirazioni.

A più di ottant’anni di distanza possiamo vedere sotto i nostri occhi quanto, non il fallimento dell’idea degli Stati Uniti d’Europa, quanto quello delle continue mediazioni nazionali, abbia ridotto l’Europa, in questo momento, alla figura del proverbiale vaso di coccio di fronte al ritorno dei desideri autocratici dei leader di altre porzioni del mondo.

Proprio per questo quello odierno è il momento non della difesa degli interessi nazionali ma di proposte che forzino la mano ai governanti europei per mettere insieme le forze. Un buon segnale arriva dalle riunioni dei capi di stato e di governo che si stanno succedendo in queste settimane. Anche e soprattutto dall’attiva presenza del premier britannico Starmer che, pur non rinnegando la Brexit, si è attivato immediatamente, di fronte alle mattane di Trump e soci, in favore di una più stringente cooperazione con l’Europa continentale.

L’auspicio è che la cooperazione non si fermi all’aumento della spesa militare o ad una rinnovata collaborazione tra gli eserciti nazionali, ma sia improntata ad un’azione politica più complessiva, capace di ridurre le ineguaglianze e togliere terreno sotto ai piedi a tutti i movimenti politici che proprio sulle sofferenze economiche e sociali dei cittadini europei speculano in termini di consenso. Anche per rispettare l’auspicio dei tre di Ventotene, capaci di prospettare un futuro all’Europa nell’ora più buia del continente.

 

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è un progetto di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.