L'architettura e noi

Ambasz, l’architettura non ha paura di far stare insieme i gerani e i balconi

di Cristoforo Bono 28 Marzo 2025

Ambasz, chi era costui?
Inaspettatamente appare sul Corriere della Sera (25 mazo 2025) un articolo sull’architetto argentino Emilio Ambasz, intitolato “L’architettura nella natura. Così è pura poesia” che apre con una citazione dello stesso: “io credo che l’architettura debba essere non solo pragmatica, ma anche poetica”. Come dire (con Giambattista Marino, 1600): è del poeta il fin la meraviglia. E sapete perché? Perché “la mia formula architettonica di mettere il verde sopra il grigio o il morbido sopra il duro mostra un possibile modo per creare nuovi insediamenti urbani che non alienano i cittadini dal regno vegetale”. Sembra di veder indossare un capo d’abbigliamento, negando all’architettura il suo valore storico di seconda natura.

O forse è solo un modo per ricordare a Stefano Boeri che, con il suo Bosco verticale, non è il primo, che non è l’unica cipolla nello stufato. Ma il Boeri è comunque più avanti, più intelligente; frazionando il paesaggio vegetale nei singoli appartamenti affida ognuno la cura, creando un certo composito ordine. E poi, se vogliamo cercare un primo dobbiamo risalire all’Arena di Milano, un tempo alberata: anzi, al Mausoleo di Adriano. Insomma, dall’architettura non si scappa nemmeno col morbido (che vien voglia di raderlo come una barba): essa o è o non è (e qui è senz’altro mediocre e perciò si autoannulla nel verde).

Se invece vogliamo parlare di integrazione tra progetto vegetale e progetto architettonico possiamo rifarci al pergolato. E’ questa una tipologia architettonica fondamentale in ogni giardino, da quelli dell’antichità classica a quelli medievali fino ad oggi. Virgilio Vercelloni, nel suo libro “Comunicare con l’architettura” riporta l’illustrazione di una xilografia contenuta in un incunabolo di Francesco Colonna stampato a Venezia nel 1499.

“Dal punto di vista della sua potenziale comunicazione la specificità di questo pergolato, come di altri, consiste nella sua qualità architettonica. Il pergolato non è qui costruito con materiali precari (…). L’immagine fa ritenere che il manufatto sia il risultato  dell’assemblaggio di materiali litici, di pietre e marmi finemente decorati, sì da comporre una vera e propria preziosa, piccola architettura.”Per non parlare poi della splendida Casa del giardiniere di Friedrich Schinkel.
No, l’architettura (quella vera) non si nasconde. Gerani e balconi stanno bene insieme.

 

 

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