Governo

Fratelli e cugini al governo

Ministro della giustizia e sottosegretari si parlano tra loro?

28 Febbraio 2025

La denuncia è di Susanna Marietti, coordinatrice dell’Associazione Antigone sul Fatto Quotidiano del 27 febbraio: «Qualche giorno fa Andrea Ostellari, sottosegretario con delega alla giustizia minorile, durante un pubblico evento si è vantato dell’aumento di giovani detenuti che si è prodotto dopo il cosiddetto Decreto Caivano. Finalmente combattiamo la delinquenza minorile, ha detto. E i risultati si vedono, ha aggiunto: oggi i detenuti negli istituti penali per minorenni sono una volta e mezzo di più di quelli che erano quando il governo è andato al potere».

Che il nostro governo sia sottomesso a istinti punitivi e persecutori lo aveva già reso manifesto il collega di Ostellari, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro alla presentazione a Roma di una nuova auto per il trasporto di detenuti al regime del 41 bis e di alta sicurezza lo scorso 14 novembre: «Non lasciamo respirare chi è dietro quel vetro».

Ostellari è leghista, Delmastro meloniano, fratelli d’Italia nella rincorsa a chi la spara più grossa.

Sempre Susanna Marietti: «C’è stata una stagione storica in cui tutta Europa guardava al modello italiano di giustizia minorile come a un modello virtuoso da seguire. Questo perché alla mera e inutile punizione, che da sola non potrà mai bastare a far comprendere l’errore commesso, era stato capace nei decenni di sostituire un approccio seriamente educativo, basato sul dialogo e sull’immersione del ragazzo o della ragazza in attività significative e utili al suo futuro, così da allontanare ogni tentazione di vita criminale. Tante differenti misure penali vedevano i giovani immersi nella comunità, piuttosto che rinchiusi tra quattro sbarre dove imparare la vita sociale è ben più difficile… Oggi le carceri minorili sono sempre più sovraffollate, i ragazzi dormono sui materassi a terra, non si riesce a gestirli se non imbottendoli di farmaci, il sistema è allo sbando. Nel goffo tentativo di tamponare il problema, è stata aperta una sezione minorile all’interno di un carcere per adulti, precisamente quello di Bologna. Settanta ragazzi da tutta Italia che, dopo aver commesso il reato da minorenni, hanno compiuto i diciotto anni, verranno rastrellati e portati qui, senza curarsi del radicamento territoriale, del percorso che avevano intrapreso, del rapporto con gli operatori. Non si era mai visto nulla di simile. In pochi mesi è stato distrutto tutto. Oggi l’Europa ci guarderà per come mandiamo al macero i nostri ragazzi».

Eppure il ministro alla giustizia Carlo Nordio (diretto superiore dei due sottosegretari alla vendetta) intervenendo il 30 giugno 2024 a Milano alla presentazione del progetto di Fondazione Asilo Mariuccia che ha investito quasi 3 milioni di euro per la realizzazione di due comunità penali minorili, aveva invocato una nuova concezione della pena perché il sistema carcerario minorile deve mutare per affrontare il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari per minori: «Certezza della pena non significa affatto carcerazione, sbarre, catenacci e galera. La pena va rimodulata a seconda dei reati e delle persone: non tutti i reati sono uguali, così come non tutti i rei sono uguali. La vera soluzione consiste innanzitutto nella differenziazione della pena e soprattutto nella concezione della pena che sia non solo rieducativa e preventiva, ma che soprattutto sia nuova: si passa da una concezione carcerocentrica a una concezione diversa, che sia nello stesso tempo sanzionatoria ed efficace nel recupero del detenuto».

Il nostro è un governo di fratelli e cugini che pare non si parlino. 

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