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America
Gaza, tra Miami Beach e la Costa azzurra?
L’idea trumpiana di Gaza è quanto di più rivoltante si possa concepire a dispetto delle morti infantili di quella striscia di terra, dello strazio degli indifesi, della disperazione di chi è stato privato della speranza. Concepire un’oscenità che mortifica la pietà e ogni sentimento di solidarietà nei confronti degli oppressi, i più deboli e gli sfortunati del mondo, rende la cifra della crisi di significato che stiamo vivendo. Il disprezzo per le manifestazioni di questa incivile e volgare forma di governance occidentale non è mai abbastanza! Vi è che Donald Trump, come in tanti sapranno, ha pubblicato sul suo social network, Truth, un osceno video generato dall’intelligenza artificiale che trasforma il territorio di Gaza in una sorta di Costa Azzurra mediorientale, o una Miami beach replicata. Le immagini sono sconcertanti, tronfie di un lusso appariscente e grossolanamente simbolico: un mulinello indecoroso tra grattacieli futuristici e spiagge attrezzate, con vacanzieri in vena di far festa, frastornati da danze del ventre e cocktail a tutto spiano. E come se non bastasse e non si fosse raggiunto già il punto più basso, ecco arrivare il grottesco più sordido, una pioggia di dollari su Elon Musk!
Di una particolare impressione si fa carico l’immagine di Donald Trump e Benjamin Netanyahu in costume da bagno: una vaccata che vede distesi i loro corpi su lettini da spiaggia, intenti in modalità drink a godere del turpe panorama, con la fantomatica Trump tower di Gaza sullo sfondo. Orribile! Troppo orribile! Si potrebbe trattare di fotogrammi che esaltano il ridicolo, se solo non lasciassero facilmente intendere tutto il cattivo gusto e la crudeltà di un progetto riguardante il futuro di una terra così tanto martoriata, che rischia di essere definitivamente sepolta sotto la pomposità dei danarosi del mondo. Una cosa sembra certa, al di là di ogni avveduta o ingenua interpretazione: il video, al di là del suo gretto segno etico ed estetico, è un chiaro messaggio politico, intriso della visone del mondo del presidente statunitense, che lo divide tra trionfanti e sconfitti. Pare non vi siano dubbi sui vittoriosi, così come del resto sui sopraffatti, gli oltre due milioni di palestinesi considerati indistintamente come islamisti di Hamas e nemici della pace. Non credo, infine, che occorra essere esperti di geopolitica per accorgersi che la proposta di Trump di spostare il popolo palestinese in altri paesi dell’area araba assurga a premessa di base del raccapricciante video. Povero mondo! Così, per dire.
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