
Letteratura
Offerta di lancio
Lui mi ha detto: “Però prima di sposarci dobbiamo fare assieme un lancio con il paracadute.”
Io ho risposto: “Cos’è? una prova d’amore? ”
Lui ha detto: “Beh, se vuoi metterla così…”
Ci ho pensato bene, poi ho detto di sì.
Sai cosa è successo?
Quando l’ho incontrato ero molto giovane, avevo appena finito l’università e avevo 25 anni.
Pietro era molto più grande di me, aveva quarant’anni e un matrimonio alle spalle.
Io vivevo allora nel piccolo appartamento che mi avevano comprato i miei.
Lui abitava, da solo, nell’appartamento di fronte.
Insomma eravamo vicini di pianerottolo.
Buon giorno, buona sera: le uniche cose che ci siamo dette per un sacco di tempo.
Io, tral’altro, allora stavo con Giorgio.
Poi, come sai, con Giorgio le cose non sono andate benissimo, per usare un eufemismo.
Quando è successo il fatto dell’ascensore, avevo però smesso da tempo di leccarmi le ferite per quella storia.
Diciamo che guardavo avanti, anzi che mi guardavo intorno…
Non ti ho detto dell’ascensore? Credevo di avertela raccontata mille volte, quella scena.
Beh, succede questo. Una sera rientro a casa, a mezzanotte dopo una serata passata a casa di amici e lo incontro nell’androne del palazzo.
Buonasera, buonasera, sono le uniche cose che ci diciamo entrando nella cabina dell’ascensore.
Dopo di che, restiamo muti in attesa di arrivare al nono piano in cui si trovano i nostri due appartamenti.
Purtroppo (ma con il senno di poi dovrei dire: per fortuna!) l’ascensore si blocca tra il settimo e l’ottavo piano.
“Adesso che facciamo?”, dico io.
“Non facciamoci prendere dal panico”, mi risponde lui, “adesso chiamiamo l’assistenza”
Come puoi immaginare i soccorsi non sono arrivati subito. Era sabato notte!
Così siamo rimasti lì dentro per delle ore.
Lui all’inizio era piuttosto formale, quasi gelido.
Io irritata e spaventata dalla circostanza, me ne stavo muta, per evitare di lasciarmi scappare le poco eleganti imprecazioni che mi passavano per la testa.
Poi, poco alla volta, un po’ per scaricare la tensione, un po’ per ingannare l’attesa, abbiamo cominciato a parlare.
E la sera dopo lui mi ha invitata a cena!
É cominciato tutto così.
Dopo soli sei mesi, abbiamo deciso di sposarci.
Lui mi ha detto: “Però prima di farlo dobbiamo fare assieme un lancio con un paracadute.”
Io ho risposto: “Cos’è? una prova d’amore?”
Pietro ha detto: “Beh, se vuoi metterla così…”
Ci ho pensato bene, poi ho detto di sì.
Ma a quel punto anche io ho preteso una prova d’amore.
Gli ho detto: “Se ci sposiamo, saremo una coppia vegana”
Pietro, che era un gran mangiatore di bistecche, ha detto: “Affare fatto!”
Così ci siamo sposati e stiamo insieme da 25 anni.
Ieri sera siamo andati al ristorante e lui mi ha detto: “Sai cosa potremmo fare per festeggiare come si deve le nostre nozze d’argento? Un altro tuffo con il paracadute!”
“Manco morta!”, gli ho risposto subito, “il primo mi è bastato!”
Lui ha aggrottato le sopracciglia, si è immerso nella lettura del menù, poi ha fatto uno strano sorriso e, quando si è materializzato il cameriere, ha ordinato il filetto!
E, guardando me, sempre con quello strano sorriso, ha aggiunto: “Bene al sangue!”
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