Giornalismo
Centrodestra; litighiamo ma poi ci compattiamo
Come ogni settimana ecco i fatti più importanti dei giorni passati
Orrore in Iran, i morti sono centinaia. Donald Trump ha dichiarato la scorsa domenica che l’Iran ha proposto dei negoziati, dopo la minaccia del presidente Usa di “azioni forti” contro la Repubblica islamica a causa della repressione delle proteste in corso, il cui bilancio secondo attivisti è salito a oltre 500 morti. Il presidente degli Stati Uniti non esclude però l’uso della forza già minacciato nei giorni scorsi. L’Iran non ha dato un riscontro immediato, ma la settimana scorsa Teheran ha giurato ritorsioni nel caso in cui Washington dovesse intervenire militarmente sulle proteste.
(Euronews)
Giorgia Meloni nel corso della lunga conferenza stampa di inizio anno ammette che “sul fronte della sicurezza abbiamo lavorato molto ma i risultati non sono stati soddisfacenti, questo sarà l’anno della svolta”. Sul tema scintille tra Lega e Fdi. L’oggetto del contendere sono le strade sicure con la presenza dei militari di pattuglia che ha già diviso Matteo Salvini e il ministro della difesa Guido Crosetto.
(Laverità)
Alberto Trentini è stato scarcerato dopo 423 giorni dalla prigione El Rodeo Uno in Venezuela. “Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni”, dichiarano i genitori. Tanti gli striscioni con la scritta Alberto Trentini libero al Lido, a ricordare 423 giorni segnati da speranza e disperazione. Insieme a lui è stato liberato anche Mario Burlò, imprenditore torinese che si era recato in Venezuela nel 2024 per esplorare nuove opportunità di business.
Il New York Times riferisce che l’ufficio del procuratore distrettuale del distretto di Columbia ha avviato un’indagine penale nei confronti di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, in merito alla ristrutturazione della sede centrale della banca centrale Usa a Washington e all’eventualità che Powell abbia mentito al Congresso americano sulla portata del progetto.
(Ansa)
Iran International, una delle voci più autorevoli nel raccontare cosa sta accadendo davvero a Teheran, ha diffuso una stima choc: almeno 12.000 persone, prevalentemente under 30, sarebbero state uccise nelle proteste anti-regime in Iran, in quello che definisce “il più grande massacro nella storia contemporanea del Paese”. Il bilancio si concentra soprattutto sulle notti dell’8 e 9 gennaio, quando la repressione sarebbe stata più feroce. Donald Trump, dagli Stati Uniti, esorta il popolo iraniano a resistere e promette: “Stiamo arrivando”.
(Libero)
Il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto che fissa al 22 e 23 marzo la data del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Il “Comitato dei quindici”, promotore della raccolta di firme popolari, aveva depositato poco prima un ricorso al Tar del Lazio con richiesta di sospensiva della stessa decisione del governo, dopo aver informato per via epistolare Sergio Mattarella. Contemporaneamente, il Comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi (quello di Gian Domenico Caiazza, Antonio Di Pietro e altri) ha annunciato che si opporrà al ricorso nell’udienza già fissata per il 27 gennaio, puntando a blindare il voto a marzo.
Groenlandia, arriva la durissima presa di posizione delle autorità groenlandesi che rifiutano ogni ingerenza americana. “La Groenlandia non vuole essere posseduta dagli Stati Uniti, la Groenlandia non vuole essere governata dagli Stati Uniti, la Groenlandia non vuole far parte degli Stati Uniti. La Groenlandia sceglie la Danimarca rispetto agli Stati Uniti. Scegliamo la Groenlandia che conosciamo oggi, che fa parte del Regno di Danimarca”. Chiaro, secco, diretto. Così Jens Frederik Nielsen, primo ministro della Groenlandia ha voluto chiarire senza se e senza ma la posizione dell’isola.
La maggioranza di governo ha trovato la quadra sulla sicurezza e ha definito due provvedimenti: un decreto legge, dedicato a disposizioni urgenti per il potenziamento operativo e organizzativo del Viminale e delle forze di polizia, e un corposo disegno di legge di 40 articoli sui temi della sicurezza pubblica, immigrazione e protezione internazionale e funzionalità delle forze dell’ordine. Nel testo ci sono le norme antimaranza e il divieto di portare (e di vendere ai minori) coltelli e “armi improprie”. C’è il pugno di ferro sulla violenza giovanile, con misure che possono essere adottate anche per i dodicenni e le multe per i genitori che non li controllano.
Tensioni nella maggioranza sugli aiuti militari a Kiev. Fuori da Montecitorio un gruppetto di «vannacciani» invitava a votare no alle comunicazioni del ministro Guido Crosetto, e no al prossimo decreto Ucraina. Alla Camera due leghisti, Rossano Sasso e Edoardo Ziello, disobbediscono, e al Senato Claudio Borghi non partecipa al voto. A fine giornata la destra porta a casa il risultato: approva le risoluzioni in un ramo e nell’altro.
(Domani)
Lo spread, termometro del giudizio dei mercati sulla credibilità e l’affidabilità finanziaria di un Paese, è sceso ieri sul circuito Mts fino a quota 59 punti, toccando 58,7 nel corso della seduta superando quindi un nuovo traguardo psicologico dopo essersi ristretto nelle scorse settimane su livelli che non si vedevano da prima dello scoppio della crisi finanziaria scatenata dal fallimento della banca d’affari statunitense Lehman Brothers a settembre del 2008.
Devi fare login per commentare
Accedi