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Criminalità

Daphne Caruana Galizia: l’Avvocatura Generale impugna l’assoluzione di Yorgen Fenech

L’Avvocatura Generale di Malta impugna l’assoluzione di Yorgen Fenech per l’omicidio della reporter Daphne Caruana Galizia. Tra presunte irregolarità procedurali, indagini sui giurati e proteste di piazza, la parola passa ora alla Corte d’Appello Criminale

23 Settembre 2026

La vicenda giudiziaria legata all’assassinio della giornalista d’inchiesta Daphne Caruana Galizia si arricchisce di un capitolo fondamentale. L’Avvocatura Generale di Malta ha depositato ufficialmente un corposo ricorso in appello contro la sentenza che, all’inizio del mese, ha assolto l’imprenditore Yorgen Fenech. Un verdetto emesso da una giuria popolare a maggioranza di otto voti contro uno, arrivato al termine di un estenuante dibattimento durato cinquantacinque giorni. Fenech era accusato di essere stato il mandante e il finanziatore dell’attentato dinamitardo che il 16 ottobre 2017 spezzò la vita della reporter a Bidnija, oltre che di associazione a delinquere finalizzata all’omicidio. La mossa della procura istituzionale non ribalta automaticamente la decisione dei giudici popolari, ma apre la strada a una revisione formale dinanzi alla Corte d’Appello Criminale, riaccendendo i riflettori su una vicenda che continua a scuotere la coscienza civile e politica dell’isola e dell’intera Unione Europea.

Le motivazioni dell’appello e le contestazioni di merito

L’atto d’impugnazione presentato dalla pubblica accusa si fonda su una complessa architettura di rilievi di diritto e contestazioni procedurali. La procura sostiene che durante il processo di primo grado si siano verificate gravi irregolarità idonee a viziare il convincimento dei giurati e a condizionare l’esito finale della sentenza. Sotto la lente degli inquirenti sono finite alcune decisioni di carattere interpretativo assunte dal giudice presidente dell’aula, Edwina Grima, ritenute dall’accusa errate nella loro applicazione normativa. Inoltre, il documento segnala anomalie formali nella gestione della fase istruttoria ed evidenzia perplessità legate alla condotta del collegio giudicante non togato. La normativa penale maltese, regolata dall’articolo cinquecento del Codice Penale, attribuisce alla pubblica accusa la facoltà di impugnare un proscioglimento, ma fissa paletti estremamente rigidi: l’appello deve infatti dimostrare l’esistenza di vizi procedurali o di manifeste violazioni di legge senza i quali il giudizio avrebbe preso una piega differente.

Il nodo dei giurati e le indagini parallele della polizia

A rendere il panorama giudiziario ancora più intricato si inserisce uno sviluppo investigativo parallelo che ha visto protagonista la sezione per i reati finanziari della polizia maltese. Nei giorni scorsi, gli agenti hanno sottoposto a fermo e interrogatorio alcuni componenti della giuria del processo Fenech, compreso un supplente e il coniuge di una giurata. L’attività degli inquirenti si è focalizzata sulle verifiche relative al giuramento prestato prima del processo, sulla presunta violazione del divieto di comunicazione esterna tramite dispositivi mobili durante il periodo di isolamento e su post pubblicati sui social media antecedenti alla composizione del collegio. Sebbene le persone fermate siano state successivamente rilasciate su cauzione e non siano state formulate accuse formali di corruzione o alterazione diretta delle prove, le indagini proseguono per accertare se vi siano state condotte contrarie ai doveri d’ufficio e al corretto svolgimento del dovere civico.

Gli scenari giuridici e l’eventualità di un nuovo processo

Il destino dell’imprenditore è ora affidato a un collegio composto da tre giudici togati della Corte d’Appello Criminale, presieduta dal Chief Justice Mark Chetcuti. Gli scenari prospettabili sono essencialmente due e delineano percorsi diametralmente opposti. Qualora la corte ritenesse non sussistenti le violazioni denunciate o giudicasse le irregolarità di peso secondario, l’appello verrebbe respinto, confermando in via definitiva l’assoluzione di Fenech. Al contrario, se i giudici d’appello dovessero rilevare gravi vizi di forma o errori nell’applicazione delle norme di diritto tali da aver pregiudicato la corretta somministrazione della giustizia, potranno disporre l’annullamento della sentenza e ordinare la celebrazione di un nuovo processo. In questo secondo caso, la macchina giudiziaria ripartirebbe da zero: si dovrebbe formulare un nuovo atto d’accusa, selezionare una diversa giuria e repetir integralmente l’iter dibattimentale.

La risposta della società civile e dei familiari della vittima

L’esito del processo di primo grado ha scatenato una forte reazione nell’opinione pubblica, culminata in manifestazioni di protesta lungo le strade della Valletta per chiedere chiarezza e giustizia sostanziale. La famiglia Caruana Galizia, che partecipa alle udienze in qualità di parte civile pur non avendo il potere autonomo di ricorrere contro l’assoluzione, ha accolto favorevolmente l’iniziativa della procura.”La mia famiglia sostiene pienamente il ricorso contro questo verdetto abominevoleha dichiarato  Matthew Caruana Galizia, il figlio di Daphne -. È una cosa ignobile che richiede un nuovo processo. L’alternativa è un Paese in cui chiunque può pagare per farti saltare in aria, ammetterlo in un video e farla franca. Le nostre istituzioni e le persone che le animano devono impiegare ogni loro forza per porre fine a questa follia”.

I legali dei familiari hanno espresso fiducia nell’operato della Corte d’Appello, sottolineando la necessità che ogni singolo aspetto dell’istruttoria venga vagliato con il massimo rigore. Sullo sfondo resta una vicenda che ha travolto gli assetti politici dell’isola, portando negli anni alle dimissioni di vertici istituzionali e alla condanna degli esecutori materiali dell’attentato, lasciando tuttavia aperta la ferita circa l’individuazione e la punizione dei presunti responsabili morali.

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