Musica
Il mare sotto la pietra
Frammenti su Lucio Dalla, che oggi avrebbe compiuto 83 anni.
4 Marzo 2026
– Le canzoni di Lucio Dalla sono pazienti, aspettano tutti. Non la gelida moralità di De Andrè e De Gregori, non l’enfasi umanitaria di Guccini. In lui tutto è domestico, servizievole, per ognuno è già pronto un riscatto, una carezza.
– Ciascuno ha la sua kriptonite. La mia è “Il parco della luna”, che non riesco mai ad ascoltare fino alla fine. Il bambino cresciuto che saluta gli eroi dell’infanzia mi serra la gola, mi azzoppa il respiro.
– Bologna non c’è nell’unica canzone di Dalla che lui le ha dedicato, “Dark Bologna”, brutta e artificiosa. Bologna c’è solo nelle canzoni in cui non c’è, la luna la notte le ombre dal mare, che a Bologna è un colloquio implicito, una distesa segreta sotto la pietra.
– “Quale allegria” è di nuovo una fotografia struccata e a mano debole di ciò che siamo, un sapore carnale e un retrogusto irrisolto di malinconia e solitudine.
– Nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino. La poesia semplice della nostra architettura, le vie romane poi cristiane, medievali. La logica squadrata e rinsavita delle strade e dei vicoli, l’addiaccio al riparo delle piazze: una città che ti sdraia il filo dei pensieri e ti riporta a casa.
– Lucio Dalla è come Ulisse. Si traveste e non si veste, si nasconde di notte per paura degli automobilisti e può tornare da un momento all’altro, ha il talento medianico delle cose dei morti e di quelle degli straccioni.
– Non amavamo l’ultimo Dalla, quello ecumenico, ristabilito. L’anno che verrà per lui era venuto, non gli perdonavamo i nostri giorni alla riva, quella promessa non mantenuta di infelicità.
– Alla Svizzera Dalla aveva dedicato “Angeli”, dileggio ragionevole di una civiltà in ordine. Lei si è vendicata recapitandogli al cuore una morte distratta, inavvistabile.
– A Bologna lo incontravamo spesso, specie di notte e in centro, dove abitava. Mai una volta che gli abbiamo chiesto un autografo, o scambiato una parola. Lo vivevamo come giacenza intatta, come disponibilità senza fine di cui ci sarebbe stato prima o poi il tempo di riparlare. Se ne è andato in modo muto, asciutto, un mare sospinto d’improvviso sotto la pietra.
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