Italia
Il giorno dopo il ciclone: Sud Italia tra macerie, aiuti e allarme climatico
Il passaggio del ciclone mediterraneo Harry ha provocato danni ingentissimi in Sicilia, Calabria e Sardegna. Infrastrutture distrutte, erosione costiera e un conto che potrebbe superare i due miliardi. Le istituzioni e il sistema finanziario attivano i primi aiuti.
Non è stata una semplice ondata di maltempo. Il passaggio del ciclone mediterraneo Harry sul Sud Italia ha lasciato dietro di sé un bilancio che, giorno dopo giorno, assume i contorni di una vera e propria emergenza strutturale. Sicilia, Calabria e Sardegna sono le regioni più colpite da un evento atmosferico definito dagli amministratori locali «di inaudita potenza», con effetti che vanno ben oltre l’immediata conta dei danni materiali.
Strade interrotte, porti inutilizzabili, reti idriche compromesse, abitazioni allagate e attività produttive ferme: il quadro che emerge dai sopralluoghi della Protezione civile e delle amministrazioni regionali è quello di territori messi in ginocchio da piogge torrenziali, raffiche di vento e mareggiate eccezionali. Ma a preoccupare, oltre all’emergenza nell’immediato, è la natura stessa dell’evento, che segna un’ulteriore accelerazione di fenomeni climatici sempre più estremi nel bacino del Mediterraneo.
Le regioni colpite dal ciclone Harry
In Sicilia il ciclone ha colpito duramente le province costiere, aggravando una fragilità idrogeologica già nota. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha parlato apertamente di un cambio di paradigma: «È da alcuni anni che affermo che è cambiato l’ecosistema. Mai ho sentito parlare di cicloni in Sicilia», ha dichiarato intervenendo a Sky TG24. «Questo cambiamento di sistema crea anomalie senza precedenti. In estate i grandi incendi, per contrastarli ci siamo attrezzati anche con i droni. Adesso il ciclone». Una prima stima dei danni nell’Isola si aggira intorno ai 750 milioni di euro, «ma è destinata ad aumentare», ha avvertito il governatore, annunciando lo stanziamento immediato di 70 milioni di fondi regionali per le prime emergenze.
La Calabria non è stata risparmiata. Frane, smottamenti e allagamenti hanno isolato intere aree, colpendo in particolare l’entroterra e le zone costiere già esposte a fenomeni di erosione. I sindaci parlano di «territori martoriati» e chiedono interventi rapidi non solo per la ricostruzione, ma per la messa in sicurezza definitiva di infrastrutture che, a ogni evento estremo, mostrano tutta la loro vulnerabilità.
In Sardegna il ciclone Harry ha avuto effetti devastanti soprattutto lungo le coste. «Non dobbiamo parlare soltanto di danni infrastrutturali, ma anche di danni ambientali», ha spiegato l’assessora regionale all’Ambiente, Rosanna Laconi, dopo un sopralluogo a Cagliari con il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano. «Le nostre coste ne hanno subito con alcune spiagge che sono completamente scomparse. Quindi è un’erosione costiera con la quale ci dovremo confrontare». La fase emergenziale, ha sottolineato Laconi, è stata gestita «con un grande lavoro di squadra», ma ora «inizia la conta dei danni in maniera dettagliata».
Secondo fonti della giunta regionale sarda, il governo potrebbe mettere a disposizione circa mezzo miliardo di euro per i ristori nell’Isola. Complessivamente, le prime stime parlano di risorse statali per circa due miliardi di euro destinate a Sardegna, Sicilia e Calabria. «È ancora presto per avere cifre precise», ha precisato la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, mentre il Consiglio regionale ha aperto i lavori con un messaggio di solidarietà alle popolazioni colpite e un ringraziamento alla macchina della Protezione civile, definita «efficiente» anche in un contesto di emergenza così complesso.
Ciclone Harry, banche e assicurazioni si mobilitano
Accanto all’intervento pubblico, si muove il sistema finanziario, chiamato a fornire ossigeno immediato a famiglie e imprese colpite. Intesa Sanpaolo ha annunciato lo stanziamento di un miliardo di euro a sostegno di famiglie, privati e imprese danneggiati dal maltempo in Calabria, Sicilia e Sardegna. «È prevista la possibilità di richiedere la sospensione, fino a 18 mesi, della quota capitale delle rate dei finanziamenti per le imprese e dei mutui alle famiglie residenti nelle zone danneggiate», spiega l’istituto in una nota. Lo stanziamento è rivolto anche «ai piccoli artigiani e commercianti, alle realtà dell’agribusiness e agli enti del Terzo settore che hanno subito danni» (ANSA).
Anche il Gruppo BPER è intervenuto con un plafond complessivo di 300 milioni di euro: 100 milioni per la Calabria, 100 per la Sicilia e altri 100, attraverso il Banco di Sardegna, per l’Isola. Sono previsti finanziamenti straordinari fino a 60 mesi, con importi fino a 50 mila euro per i privati e fino a un milione per le imprese. «Il Gruppo BPER vuole essere vicina a famiglie e imprese di Calabria e Sicilia colpite nelle ultime ore da eventi atmosferici avversi», ha dichiarato il direttore commerciale di BPER Banca, Stefano Vittorio Kuhn, sottolineando l’obiettivo di «tornare a una situazione di normalità nel più breve tempo possibile» (Italpress).
Sul fronte assicurativo, Generali, insieme a Cattolica e Alleanza Assicurazioni, ha attivato il modello di gestione degli eventi estremi “Generali Qui per voi” per supportare clienti e agenti colpiti dal ciclone Harry. voi”. In particolare, è stato messo a disposizione degli agenti e dei clienti delle zone colpite dal ciclone, il numero verde 800 867 222 dedicato alle informazioni e denunce dei sinistri legate a questa specifica situazione. TAttraverso il team “Qui per Voi – Eventi Naturali”, la compagnia interviene direttamente sul posto per il primo accertamento dei danni e coordina le operazioni di ripristino, dalla messa in sicurezza degli immobili all’erogazione di anticipi sugli indennizzi.
Resta però una questione di fondo, che va oltre l’emergenza e gli aiuti: la capacità del Paese di adattarsi a un clima che cambia più rapidamente delle infrastrutture e delle politiche di prevenzione. «Su questo aspetto interverremo sulle coste per evitare il ripetersi di queste situazioni senza precedenti», ha promesso Schifani. Ma il ciclone Harry, con il suo carico di distruzione e interrogativi. «Il 2026 è appena iniziato, e sono passati solo due mesi dall’alluvione del Friuli-Venezia Giulia, che l’Italia è già investita da un nuovo grave evento climatico estremo. La devastazione dell’uragano Harry evidenzia ancora una volta come il nostro Paese sia esposto con sempre maggiore intensità e frequenza agli effetti del surriscaldamento globale», dichiara Simona Abbate della campagna Clima di Greenpeace Italia. «In Italia molte persone ormai lo vivono sulla loro pelle, mentre il governo anziché tutelarci continua a fare scelte energetiche che rischiano di aggravare la situazione, immaginando di fare del nostro Paese un hub del gas per compiacere le industrie dei combustibili fossili. Per evitare altri disastri occorre invece investire da Nord a Sud in maniera strutturale nella transizione ecologica, finanziando interventi di mitigazione e adattamento alla crisi climatica».
Intanto, al termine di un sopralluogo a Santa Teresa Riva, in provincia di Messina, margine del sopralluogo a Santa Teresa Riva, in provincia di Messina, il ministro della Protezione civile Nello Musumeci ha detto che «nelle prossime ore ci riuniremo a Roma con i dirigenti dei vari Dipartimenti per fare il punto e concordare con i Presidenti di Regione quale la procedura più celere, quella che può consentire un ripristino di ambienti sui quali riposa buona parte dell’economia estiva dei nostri territori».
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