Grandi imprese
Eni prima al mondo per potenza di calcolo nella classifica mondiale TOP 500
Eni raggiunge un nuovo traguardo nel supercalcolo: con i sistemi HPC6 e HPC7 supera la soglia dell’Exaflop e si conferma leader mondiale nell’High Performance Computing industriale
Eni conquista un nuovo primato nel campo del supercalcolo, posizionandosi come prima azienda al mondo per capacità computazionale grazie alla combinazione dei sistemi HPC6 e HPC7. Con l’entrata in funzione del nuovo supercomputer HPC7, il gruppo energetico supera infatti la soglia dell’Exaflop, raggiungendo una potenza complessiva superiore a un miliardo di miliardi di operazioni matematiche al secondo.
Il nuovo sistema HPC7 (High Performance Computing), avviato presso il Green Data Center di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia, ha ottenuto il sesto posto nella classifica mondiale TOP500 dei supercomputer più potenti al mondo. Si tratta inoltre del secondo sistema più performante in Europa e del più potente supercomputer industriale a livello globale.
Il risultato si affianca a quello di HPC6, entrato in funzione nel novembre 2024 e classificatosi all’ottavo posto nella stessa graduatoria. Insieme, i due sistemi raggiungono una potenza di calcolo sostenuta di 1.048 PFlops/s, superando la soglia dell’Exascale, considerata una delle frontiere più avanzate dell’innovazione tecnologica nel settore dei supercomputer.
Secondo Eni, il traguardo rappresenta un passaggio strategico per sostenere la trasformazione energetica e accelerare i processi di decarbonizzazione. Le tecnologie di High Performance Computing consentono infatti di migliorare la comprensione del sottosuolo, ottimizzare gli impianti industriali, sviluppare soluzioni per lo stoccaggio della CO₂ e supportare la ricerca in ambiti innovativi come la fusione a confinamento magnetico e i biocarburanti.
L’infrastruttura è inoltre destinata a svolgere un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale dedicate alle attività del gruppo, contribuendo a rafforzarne la competitività e la capacità di innovazione.
Nel dettaglio, HPC7 raggiunge una potenza di picco superiore a 861 PFlops/s e una capacità sostenuta di oltre 571 PFlops/s. Il sistema è basato sulla tecnologia HPE Cray EX4000 e utilizza un’architettura ibrida CPU-GPU composta da 3.480 nodi di calcolo e quasi 14 mila GPU. Questa configurazione consente di massimizzare le prestazioni mantenendo elevati standard di efficienza energetica.
Anche sotto il profilo della sostenibilità HPC7 si distingue a livello internazionale. Con un’efficienza pari a 65,426 GFlops/W, il sistema si è classificato all’undicesimo posto nella graduatoria Green500, dedicata ai supercomputer più efficienti dal punto di vista energetico, risultando il migliore tra le macchine della stessa categoria.
«La transizione verso un’energia da fonti tradizionali e rinnovabili sempre più sicura, accessibile e pulita non può prescindere da una profonda evoluzione tecnologica», ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. «L’adozione del supercalcolo e delle tecnologie predittive è fondamentale per sviluppare nuove soluzioni energetiche, ridurre le emissioni e massimizzare l’efficienza delle attività produttive».
Entrambi i supercomputer sono ospitati all’interno del Green Data Center di Eni, una struttura progettata per coniugare elevate prestazioni e sostenibilità ambientale grazie a un innovativo sistema di raffreddamento a liquido capace di dissipare il 96% del calore generato dalle macchine.
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