America
Senato Usa. South Dakota. Sen. Mike Rounds, il conservatore delle Grandi Pianure
Nel South Dakota che esprime il leader della maggioranza GOP, Sen. Mike Rounds si prepara a un terzo mandato praticamente senza opposizione. Un politico pacato e poco appariscente, ma che esercita un’influenza ben superiore a quella del suo piccolo Stato
In un’America politica dominata da personalità divisive, campagne permanenti e conflitti ideologici sempre più accesi, Sen. Mike Rounds (2014) rappresenta quasi un’anomalia.
Non è un tribuno del trumpismo. Non è una presenza costante nei talk show. Non domina il ciclo quotidiano delle notizie. Eppure è uno dei senatori repubblicani più influenti quando si tratta di decidere come spendere centinaia di miliardi di dollari, come rafforzare la sicurezza nazionale americana e come distribuire risorse federali ai territori.
Con la vittoria nelle primarie repubblicane del 2 giugno, Sen. Mike Rounds si prepara a conquistare un terzo mandato che appare largamente scontato. Dietro la sua immagine pacata si nasconde però una figura inserita nel cuore della leadership repubblicana del Senato grazie anche allo straordinario peso assunto dal piccolo South Dakota nell’era di Sen. John Thune (R-SD-2004)
Un ragazzo di Pierre
Sen. Marion Michael “Mike” Rounds nasce nel 1954 a Huron e cresce a Pierre, la piccola capitale del South Dakota.
È il maggiore di undici fratelli, una circostanza che lui stesso ha spesso ricordato come una delle esperienze formative della propria vita. Dopo la laurea alla South Dakota State University entra nell’attività assicurativa e immobiliare di famiglia, seguendo un percorso tipico della classe dirigente rurale del Midwest americano.
La sua biografia è lontana anni luce da quella dei professionisti della politica che popolano Washington. Rounds arriva alla politica attraverso il mondo delle imprese, delle associazioni locali e della vita comunitaria. Cattolico praticante, profondamente radicato nel proprio Stato, costruisce nel tempo una reputazione di amministratore prudente e affidabile più che di ideologo o comunicatore.
Anche la sua vita privata riflette questa immagine. Per oltre cinquant’anni è stato sposato con Jean, scomparsa nel 2023 dopo una lunga malattia. La loro storia, i quattro figli e i numerosi nipoti sono parte integrante della narrazione pubblica di un politico che gli elettori del South Dakota percepiscono quasi come un vicino di casa più che come una figura nazionale.
Dalle legislature statali alla guida dello Stato
Rounds entra nel Senato statale nel 1991. In pochi anni emerge come una delle figure più rispettate del Partito Repubblicano locale e diventa leader della maggioranza.
Nel 2002 conquista la carica di governatore del South Dakota e viene riconfermato nel 2006 con un margine amplissimo.
I suoi anni da governatore coincidono con una fase di crescita economica e consolidano la sua immagine di amministratore rigoroso. Le sue priorità sono il contenimento della spesa pubblica, la riduzione del debito, gli investimenti infrastrutturali e il sostegno ai settori agricolo e zootecnico che costituiscono il cuore dell’economia statale.
Rounds non cerca di trasformare il South Dakota. Piuttosto, ne interpreta perfettamente la cultura politica: prudenza fiscale, sfiducia verso Washington, attenzione alle comunità locali e valorizzazione dell’iniziativa privata.
La fine di un’epoca politica
Nel 2014 viene eletto al Senato degli Stati Uniti per succedere al democratico Tim Johnson.
La sua vittoria ha un significato che va oltre il semplice cambio di senatore. Segna infatti la conclusione simbolica di una lunga stagione nella quale i democratici moderati erano ancora competitivi nelle Grandi Pianure.
Il South Dakota di oggi appare un fortino repubblicano, ma non è sempre stato così. Per gran parte del Novecento populisti agrari, democratici conservatori e repubblicani moderati si sono contesi il potere in uno Stato molto più competitivo di quanto oggi si possa immaginare.
Negli ultimi vent’anni, però, la crescente polarizzazione culturale, il rapporto sempre più difficile tra il Partito Democratico e l’America rurale e il peso delle questioni identitarie hanno spinto il South Dakota stabilmente nel campo repubblicano.
La carriera senatoriale di Mike Rounds coincide esattamente con questa trasformazione.
Il conservatore pragmatico del caucus repubblicano
Chi cerca in Mike Rounds un protagonista delle guerre culturali resterà deluso.
Rounds appartiene alla tradizione del conservatorismo pragmatico delle Grandi Pianure. È conservatore sul piano fiscale, fortemente favorevole agli investimenti nella difesa nazionale, vicino agli interessi dell’agricoltura e delle comunità rurali, ma raramente utilizza i toni incendiari che caratterizzano altri esponenti del GOP.
Nel caucus repubblicano gode di una reputazione particolare. Non è tra i senatori che monopolizzano i talk show o le prime pagine dei giornali, ma è uno di quelli ai quali i colleghi si rivolgono quando occorre affrontare dossier complessi.
La sua influenza deriva dal lavoro quotidiano nelle commissioni e dalla credibilità accumulata negli anni.
Difesa, tecnologia e sicurezza nazionale
È soprattutto nella Commissione Forze Armate che Rounds ha costruito il proprio profilo senatoriale.
Mentre altri colleghi si concentravano sulle schermaglie politiche quotidiane, lui ha investito tempo e credibilità nei grandi temi della sicurezza nazionale. Nel corso degli anni è diventato una delle voci repubblicane più ascoltate in materia di cybersicurezza, modernizzazione nucleare, intelligenza artificiale applicata alla difesa e competizione strategica con la Cina.
Non è un caso che oggi presieda la sottocommissione dedicata alla cybersecurity, uno dei settori più delicati dell’intero apparato militare americano.
Negli ultimi anni ha sostenuto investimenti federali nei semiconduttori, nella sicurezza informatica e nelle tecnologie avanzate considerate strategiche per mantenere il vantaggio competitivo degli Stati Uniti nei confronti di Pechino.
Questa specializzazione gli ha consentito di giocare un ruolo decisivo nell’arrivo del programma del bombardiere strategico B-21 Raider alla base di Ellsworth.
Per il South Dakota si tratta probabilmente del più importante investimento federale degli ultimi decenni e del risultato più tangibile della sua attività senatoriale.
Dove passa il vero potere
Se la Commissione Forze Armate definisce le priorità strategiche, la Commissione Appropriations decide dove finiscono concretamente i soldi dei contribuenti americani.
Ed è qui che si misura una parte importante dell’influenza reale di Sen. Mike Rounds. Per uno Stato piccolo e rurale come il South Dakota (940 mila abitanti) sedere nella commissione che distribuisce le risorse federali significa poter incidere direttamente sulle grandi questioni che determinano la vita quotidiana delle comunità locali. Significa influenzare gli investimenti destinati all’agricoltura, alle infrastrutture delle aree rurali, ai sistemi idrici, alle installazioni militari, ai programmi di sviluppo economico e persino alle iniziative di ricerca e innovazione che possono attrarre nuove attività produttive nelle Grandi Pianure. È un potere meno visibile rispetto a quello esercitato dai leader di partito o dai protagonisti delle battaglie televisive, ma spesso molto più concreto.
La forza di Sen. Mike Rounds deriva proprio dalla combinazione di queste due posizioni.
Da una parte partecipa alla definizione delle politiche nazionali di difesa. Dall’altra contribuisce a determinare gli stanziamenti necessari per realizzarle.
È una delle combinazioni più efficaci che un senatore possa ottenere e spiega perché il suo peso a Washington sia spesso superiore alla sua notorietà pubblica.
In altre parole, Rounds non è principalmente un produttore di opinioni. È un allocatore di risorse ed esercita, dunque, una forma di potere molto più concreta.
Le nazioni native e l’altra America
Una parte meno conosciuta della sua attività riguarda il rapporto con le comunità native americane.
Il South Dakota ospita alcune delle più importanti riserve del Paese e le popolazioni Lakota, Dakota e Nakota rappresentano una componente significativa della vita economica e sociale dello Stato.
Pine Ridge, Rosebud, Cheyenne River e Standing Rock non sono soltanto nomi legati alla storia americana, ma realtà contemporanee con cui ogni rappresentante politico dello Stato deve confrontarsi. Rounds non ha mai fatto delle questioni tribali una bandiera politica. Ha preferito affrontarle con l’approccio pragmatico che caratterizza tutta la sua carriera, lavorando soprattutto sui temi delle infrastrutture, della sanità, dell’istruzione e dello sviluppo economico locale.
È il tipo di attività che raramente conquista l’attenzione dei media nazionali ma che contribuisce a costruire relazioni durature e rispetto reciproco.
Un piccolo Stato con un peso enorme
C’è poi un elemento che spesso sfugge.
Il South Dakota conta meno di un milione di abitanti. Ha una popolazione inferiore a quella di molte grandi città americane e dispone di un solo deputato alla Camera dei Rappresentanti. Eppure oggi esercita al Senato un’influenza del tutto sproporzionata rispetto al proprio peso demografico.
Il motivo ha un nome: Sen. John Thune (2004).
Con l’elezione di Thune alla guida della maggioranza repubblicana, il South Dakota si è ritrovato a esprimere contemporaneamente il leader del caucus GOP e un senatore esperto e ben inserito nelle commissioni più importanti come Sen. Mike Rounds.
La situazione supera per certi aspetti quella vissuta dal Kentucky negli anni di Sen. Mitch McConnell.
Uno Stato periferico e poco popoloso che, grazie ai propri rappresentanti, esercita un’influenza nazionale enormemente superiore alla propria dimensione. Probabilmente nessuno Stato americano possiede oggi un rapporto così favorevole tra popolazione e peso politico nel Senato repubblicano.
Rounds e Thune appartengono alla stessa tradizione politica: conservatrice, istituzionale, poco ideologica, fortemente orientata al governo concreto delle cose. Se Thune rappresenta il volto nazionale del repubblicanesimo del South Dakota, Rounds ne rappresenta l’anima locale. Insieme costituiscono una delle coppie più solide e influenti dell’attuale caucus repubblicano.
Una corsa senza suspense
In questo contesto la sfida senatoriale del 2026 appare una delle meno incerte dell’intero Paese.
Dopo aver superato senza difficoltà le primarie repubblicane, Mike Rounds si avvia verso una rielezione pressoché inevitabile.
Il candidato democratico è Julian Beaudion, ex agente della polizia statale e imprenditore. Accanto a lui corre l’indipendente Brian Bengs, già candidato nel 2022. Entrambi conducono una battaglia più testimoniale che competitiva.
Il senatore che non ha bisogno di fare rumore
In un’epoca dominata da politici che cercano costantemente attenzione, Sen. Mike Rounds rappresenta una figura quasi controcorrente.
Non è un ideologo. Non è un polemista. Non è una star televisiva. È un amministratore diventato senatore e rimasto, in fondo, amministratore.
Se la politica contemporanea sembra premiare soprattutto chi urla più forte, Sen. Mike Rounds rappresenta quasi una figura fuori dal tempo.
Non è diventato uno dei senatori più influenti del Partito Repubblicano grazie ai social network, ai talk show o alle guerre culturali. Lo è diventato occupando pazientemente le commissioni che contano, costruendo rapporti di fiducia e portando investimenti, basi militari e programmi federali nel proprio Stato.
Gli elettori non gli chiedono di diventare una celebrità nazionale. Gli chiedono di continuare a fare ciò che fa da oltre dieci anni: rappresentare le Grandi Pianure nei luoghi dove si esercita il potere reale di Washington.
E’ esattamente ciò che il South Dakota vuole dal proprio senatore
Ed è esattamente quello che il Senato degli Stati Uniti dovrebbe essere. Per James Madison e per molti dei Padri Fondatori, la Camera alta non doveva essere il luogo delle passioni momentanee o delle maggioranze effimere, ma quello dell’esperienza, della continuità e della mediazione tra gli interessi dei singoli Stati e quelli dell’intera Unione. Nel Senato degli Stati Uniti il peso politico non dipende dal numero degli abitanti, ma dalla qualità delle persone che uno Stato manda a Washington.
È una lezione che il South Dakota continua a ricordare all’America e a tutti noi, in una Camera composta “di due rappresentanti di ogni singolo Stato, indipendentemente dal numero degli abitanti” . E Sen. Mike Rounds, probabilmente, ne è uno degli interpreti più fedeli.
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