Giornalismo

Tregua Israele-Libano, sotto la regia di Trump che si vanta di aver chiuso la sua decima guerra

Come ogni settimana ecco i fatti più importanti dei giorni passati

17 Aprile 2026

Con un’affluenza che ha sfiorato l’80 per cento, la più alta dalla caduta del comunismo, quasi sei milioni di ungheresi hanno votato per le elezioni diventate referendum contro il sistema dello Stato illiberale del padre-padrone dell’Ungheria. Péter Magyar è il nuovo presidente, a metà scrutinio Tisza supera il 50% dei voti di lista e i due terzi dei seggi. Quando i numeri si consolidano – 138 seggi, la soglia dei due terzi superata, contro i 54 di Orban – la vittoria arriva in tutto il suo peso storico. Non è solo un cambio di governo è la fine di un sistema che per sedici anni ha riscritto regole ed equilibri, linguaggi.

(LaStampa)

Guerra in Iran; falliscono i negoziati. Il vicepresidente JD Vance saluta i funzionari iraniani dalla cima della scaletta dell’Air Force Two. Dopo 21 ore di colloqui prima tra sherpa e poi tra i massimi vertici delle delegazioni americana e iraniana, i nodi Hormuz e nucleare, soprattutto, non vengono sciolti e i colloqui di pace per il Medio Oriente finiscono per ora in un nulla di fatto. “Il nodo principale è che dobbiamo vedere un impegno esplicito da parte loro a non cercare un’arma nucleare”, queste le dichiarazioni del vice presidente americano.

(Agi)

Trump ha attaccato Papa Leone che, nei giorni scorsi, era tornato con forza a denunciare il massacro di civili in Medio Oriente e Iran chiedendo un immediato stop dei raid di Usa e Israele. Il Presidente americano rivendica a se stesso il merito della sua elezione al soglio pontificio e lo accusa di essere “un debole, pessimo in politica estera”. Dichiara poi di non avere alcuna intenzione di scusarsi. La replica di Papa Leone è lapidaria: “Non ho paura di Trump – dice – e non ho intenzione di discutere con lui”. 

(Repubblica)

Il blocco navale minacciato da Donald Trump per soffocare la Repubblica islamica diventa realtà nello stretto di Hormuz. Le navi americane – almeno 15, secondo il Wsj – schierate a bloccare qualunque imbarcazione intenzionata ad avvicinarsi ai porti iraniani portano infatti nuove tensioni che rischiano di spezzare definitivamente la fragilissima tregua: secondo i media Usa, il tycoon sta valutando di riprendere attacchi limitati contro l’Iran come ulteriore mezzo per sbloccare lo stallo nei colloqui. 

(Ansa)

Il presidente Americano attacca la premier Giorgia Meloni dopo la presa di distanza sulle dichiarazioni di Trump a Papa Leone. “Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”. “Non pensa che l’Italia debba essere coinvolta, ma il suo petrolio arriva dal’Iran, l’America dovrebbe fare il lavoro per lei? A Meloni non importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità e poi non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo”.

(Corriere della Sera)

Il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele. Dopo anni di sostegno a Tel Aviv e a Benjamin Netanyahu, per la prima volta Giorgia Meloni mette un freno al memorandum d’intesa sulla cooperazione nel settore della difesa tra Italia e Israele. A ufficializzare la decisione di sospendere l’accordo è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto in una lettera indirizzata al suo omologo israeliano Israel Katz. La decisione è stata presa di concerto tra Meloni, i vicepremier Tajani e Salvini e il ministro della Difesa.

(Il Fatto Quotidiano)

Il colosso svedese H&M ha annunciato la chiusura di circa 160 negozi nel corso del 2026. Una scelta dettata dal cambiamento nel settore della fast fashion, sempre più cannibalizzato dall’e-commerce esclusivo, con concorrenti agguerriti. Il gigante dell’abbigliamento da tempo punta sulla sua piattaforma online di vendita, integrata ai punti vendita fisici. La società ha dichiarato che la fase di chiusura di alcuni store sarà comunque affrontata con responsabilità. Per quanto riguarda l’Italia, tra le chiusure previste c’è quella dello store di Roma Tuscolana, che interessa 17 lavoratori a tempo indeterminato, e che dovrebbe chiudere dal 10 maggio.

(Open)

Giorgia Meloni riceve Zelensky e conferma il sostegno italiano a Kiev. La premier parla al fianco del leader ucraino ma sembra rivolgersi a Donald Trump, tornato ad attaccarla (“non abbiamo più lo stesso rapporto”) per il mancato sostegno dell’Italia agli Usa nel conflitto in Iran. Dopo il bilaterale a palazzo Chigi col presidente ucraino, la premier ricorda in primis l’importanza della “solidità dell’alleanza euro-atlantica perché un Occidente diviso, un’Europa spaccata, sarebbero l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca”.

(IlGiornale)

Si spera in qualche spiraglio in Medioriente. Un cessate il fuoco che Trump ha annunciato personalmente, ha dato al Libano e a Israele almeno una pace momentanea. Netanyahu e il presidente Aoun hanno deciso di fermare il fuoco dopo un forte intervento di Trump che si vanta di aver chiuso la sua decima guerra. Trump con le sue telefonate ha riportato i  due leader al suo scopo, legato alla costruzione di un campo libero per le prossime mosse legate all’Iran.

(Il Giornale)

Giorgia Meloni a Parigi per partecipare alla conferenza sul blocco a Hormuz, organizzata da Emmanuel Macron, con Keir Starmer e Friedrich Merz. Al centro, c’è una possibile spedizione europea nello Stretto, per le attività di sminamento. La presenza a Parigi consente a Meloni di riaffermare un posizionamento attivo dell’Italia con la coalizione dei volenterosi e di ribilanciare le tensioni con gli Stati Uniti, dopo giorni di attacchi continui del presidente americano Donald Trump contro l’Italia e contro il Papa. L’impegno dei leader europei nello Stretto avverrebbe comunque solo con un cessate il fuoco solido.

(Huffpost)

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.