Mondo

Le lezioni tedesca e svedese di opposti non speculari di un Occidente in cammino oltre nazionalismi bipopulisti

Le elezioni prossime in Europa (e Italia) 2026 – 2027 con vele di un Occidente in cammino (ancora) contro i nazionalismi bipopulisti, con libertà e diritti forgiati sui due lati dell’Atlantico post II World War e uno Stato “non hobbesiano” guidato da umanesimo, equità e coesione

15 Settembre 2026

Le prossime elezioni si vincono a Occidente unendo la storia, imparando dagli errori e con un linguaggio di verità e trasparenza per sollecitare gli astensionisti del voto contrastando le proiezioni di violenza antisistema delle destre ultra-nazionaliste, sovraniste e populiste verso una stagione di “riforme per la crescita e la coesione”. Anche rileggendo un passato tragico che affiora inesorabile ancora una volta e ora dal Bel Danubio in secca che mostra l’eredità dell’occupazione nazista. Così dopo il crollo del tetto di ghiaccio in Tibet-Nepal fino alle nostre (quasi) quotidiane inondazioni e all’agricoltura desertificata da assenza d’acqua e bruciata dai pesticidi e inquinata dagli allevamenti intensivi che producono antibiotico-resistenza. Visto che “gonfiamo” i poveri maiali di farmaci per farli sopravvivere nella pozza di ammoniaca (quella lombarda la più grande d’Europa in particolare tra Milano, Brescia, Mantova e Cremona) o nelle reti di mare dei salmoni allevati intensivamente e sgranocchiati vivi dai pidocchi di mare. La storia allora non può essere negata, così come non possiamo negare il climate change e politiche di responsabilità ambientale, né possiamo più negare le conseguenze sulle migrazioni o sulle pandemie che ricorsivamente si riproducono ma non a tutte le latitudini eppur rivolte a Occidente. Perchè i viventi cercano da sempre luoghi e forme di adattamento nella protezione della prole e della sopravvivenza, di mitigazione nel cambiamento globale, sfuggendo e cambiando comportamenti e che oggi ritroviamo nelle loro conseguenze auto-cumulate di path dependance e “policrisi”: da globalizzazione asimmetrica, diseguaglianze (climatiche, sanitarie, di istruzione) ora spinte dai dazi, da de-crescita polarizzata della popolazione (sud del mondo contro nord), da esplosione di conflitti armati fino alla crisi energetica globale nel pantano di Hormuz e Bab el Mandeb (Porta delle Lacrime che si spera non siano le ultime). Conflitti alimentati – oggi come ieri – dal ricorso a barriere umane prima che doganali e ai dazi come la “sceneggiata” tragica di Ceuta contro la Spagna di Sanchez con la regia di USA e Russia e l’insensato blocco di Schengen dell’Italia. Eppure, l’esito in Svezia del 13 settembre 2026, dimostra che un Occidente di Libertà e Umanità è possibile (oltre che desiderabile) nonostante le resistenze oligarchiche e le “guerre ibride” della “banda russa” che inquina da un decennio gli esiti elettorali europei e non solo, saldando le destre estreme e antieuropeiste e che stanno aprendo ad un conflitto armato in una Europa ancora impreparata e lasciata sola dagli USA  anche sul fronte dell’Ucraina.

1 – Verso quale Occidente e con quale Europa per una nuova prosperità?

Il mondo ricco “si mangia” il mondo povero – ancora una volta – producendo Co2 e le migrazioni sono li a ricordarcelo, legati in un non insondabile comune destino vista la “bomba demografica” che spinge la denatalità nei cieli del “primo mondo”. Perchè l’Occidente invecchia ( e le donne senza servizi alla famiglia  e senza autonomia lavorativa, di vita  e di potere non fanno figli) e il sud del Mondo ringiovanisce e siamo legati da un destino comune da governare ” insieme” nell’equità e responsabilita’ di commerci, innovazione sociale e di global policy oltre che di umanità. Perchè la via rimane quella di guardare ad un Occidente accogliente guidato dalle regole del diritto internazionale e da un welfare inclusivo con pratiche politiche di prevenzione contro l’inazione negazionista verso il climate change o gli impatti dell’high tech digitale/AI “imbambolati o anestetizzati” da 8 pollici generatori di dipendenza. Anche se in questo Primo Occidente è rimasta una Europa ormai “separata” dall’America di Trump  (di un Secondo Occidente) che sembra sempre più incline verso la Russia e le oligarchie, nel paradosso che questa è sempre più legata alla Cina e da questa eteroguidata in un circolo vizioso autocumulativo. Allora che fare se non irrobustire ( pur nella flessibilità) ancora le “regole di civiltà e convivenza” che fin qui l’Europa si è data su difesa, sicurezza, rispetto della dignità umana (anche nel controllo dello sfondamento delle big tech su privacy, adolescenti e AI ) e migliorando quelle su climate change, migrazioni, innovazione industriale, finanza, demografia e soprattutto riducendo la dipendenza energetica. Soprattutto nello spostamento epocale del potere economico dal pubblico al privato visto che le big tech capitalizzano in borsa 24 mila miliardi di dollari e l’Europa con un Pil da 23mila miliardi di dollari. Ragioni per spingere a più Europa e non meno, verso un sovranismo europeo “dolce, aperto e inclusivo” e dove “le mura migratorie” in acqua, terra e aria non possono rinunciare ai valori di umanità, solidarietà e inclusione, vista anche la “trappola demografica” che quelle barriere producono su welfare, pensioni e mercati del lavoro.

Contro l’ondata planetaria di individualismo egoismo-edonistico (da social) e di delega del potere alla “forza” a prescindere dalla qualità delle classi dirigenti , notiamo che de facto i nazionalisti xenofobi di Afd tedeschi (ricordando ai popoli della Terra che si presentano in modo esplicito come razzisti – neonazisti) sembrano attuare i programmi di potenze ostili e dei loro oligarchi (privati si intende di USA e Russia ma finanziati dal debito pubblico). Peraltro sostenendo Israele non tanto per ciò che rappresenta storicamente ma per quello che ha realizzato in Medio Oriente e a Gaza in particolare nella rincorsa alla Grande Israele con una massiva “pulizia etnica” La estrema destra nazista-razzista-xenofoba della Sassonia – Magdeburgo si pone sotto le ali congiunte di USA e Russia (e per via indiretta – o eterogenesi dei fini – della Cina) per affidare ai partiti estremisti la “mano armata del controllo” (di cielo, terra e acqua con satelliti, chip, droni e informazioni) quale chiave per smontare pezzo a pezzo il corpo europeo per frammentarlo e indebolirlo all’insegna delle bandiere della “remigration”. Cioè colpendo e affondando i partiti europeisti fatti coincidere con le élite e l’ establishment , dunque svuotandola e destrutturandola, verso la sua “scomparsa” riconsegnandola al passato e ovviamente al controllo digitale delle “big tech” ( e dei produttori di fonti fossili) libere di negoziare il costo dei propri servizi per difesa e sicurezza da loro monopolizzate e con i quali “minacciare gli europei”. Proprio, nessun complottismo, perchè è semplicemente la strategia esplicita e dichiarata da Afd che ipotizza di vivere sotto l’ “ombrello di ferro” di Putin (e del suo gas) e senza Euro rinchiudendo coloro che non appartengono ai “tedeschi normali” in classi separate come l’ eugenetica insegna da 100 anni a questa parte e che ha portato i nazi-fascisti verso le camere a gas per i diversi, compresi gli oppositori nella catastrofe della Shoah. Certo se ne differenziano nelle forme e nei colori oltre che nei “sorrisi armati” ma non nella sostanza con Ainis che per questo parla di “Fascismo Bianco“. L’attacco di Trump agli attivisti autistici/inventati è pienamente inserito in questo quadro e le sue offerte di pagare con 5000$ chi voterà per lui  a Midterm completa l’opera di corruzione del popolo e di demolizione della democrazia verso la peggiore delle oligarchie elettive. Elezioni a tutta evidenza manipolate e condizionate da regole e social. Non hanno inventato nulla, tutto è già scritto nel programma Afd come in copia – incolla da quello di Hitler dalla “Notte dei Cristalli”  e senza nulla di cui vergognarsi perché “qualcosa di buono han fatto anche i nazisti” ( e che gli italiani ripetono come una giaculatoria per il Fascismo di Mussolini) dimenticando  sei milioni di morti nelle camere a gas e le decine di milioni di morti delle due guerre. Programma ristampato in quello dell’(ex generale) Vannacci di Futuro Nazionale di poche settimane fa e che si candida al Governo del paese con la destra-destra di Giorgia Meloni e che dunque dovrebbe “scaricare” il centro di Forza Italia, assorbendo invece la Lega ormai implosa nella “parabola vuota” di Salvini.

2 –  Afd dell’anti-Stato e filorusso o della “storia che non vuole passare” oltre le dittature del ‘900: i progressisti per dove e come verso uno Stato “non hobbesiano”?

In Sassonia – Magdeburgo vince allora l’ antistato e l’ antisistema, una “poison pill” servita fredda di ritorno sotto l’ “ombrello di fuoco e piombo” della Russia che si vendica della “Caduta del Muro di Berlino e dell’URSS” consegnando il corpo di Russkij Mir ad una banda di oligarchi guidati da Putin e dal KGB (Komitet Gosudarstvennoj Bezopasnosti). Paradosso ridicolo se non fosse tragico ? Vista la sottovalutazione dell'”onda nera” che arrivava e le timidezze di contrasto di una CDU/CSU che ha anche cercato – purtroppo –  con Merz di inseguire quella destra “sfascista-xenofoba” sui temi dell’immigrazione con i risultati che conosciamo. Negli ultimi 20 anni, popolari, socialdemocratici e verdi avrebbero dovuto avviare riforme purtroppo mai arrivate dalla Merkel a Scholtz e sulle quali osserviamo le timidezze di Merz e che ora vanno lanciate senza rincorse alla destra estrema che in questo vince incendiando le “pance vuote dei ceti popolari riempiendole di paure e incertezze” riverberandone la protesta anti-stato. Ma con quali ricette economiche non è dato sapere se non l’uscita dall’euro che sarebbe un disastro epocale e umanitario. Riforme oggi necessarie che enfatizzino le diversità nella difesa dell’Europa e del Primo Occidente europeo (Nato inclusa e anche senza USA se decidesse per questo sentiero  del “buio isolazionista”) con una economia inclusiva nell’equità delle opportunità per tutti riducendo le diseguaglianze esplose, proprio a est del muro dove dovevano ridursi e che il cambio “marco contro marco” non ha cambiato. Dunque, ripensare difesa e sicurezza salvaguardando il welfare, le pensioni e l’industria manifatturiera, in particolare l’automotive dopo aver versato in Cina tecnologie per oltre 30 anni come prezzo da pagare alla domanda (dei ricchi cinesi) di VW, Mercedes, BMW e Porsche che ora minacciano licenziamenti per 130 mila persone. Perchè quelle auto ormai vengono perfettamente “fotocopiate” dal Dragone al 50% del costo avendo accelerato il salto nel digitale e AI e potendo sfruttare un esercito industriale di riserva e politiche industriali di lungo periodo. Una Cina tuttavia “condannata“ alla crescita da export, ma che dovrà fare i conti con libertà e consumi interni (che non crescono) oltre che con la propria “sovracapacità industriale” da second comer.

Come possono agire allora le forze progressiste? Intanto raccontando la verità ai tedeschi (come agli europei) della profondità della crisi (anche con l’abbandono dell’”(ex)Amico Americano”) dalla quale uscire nell’unità e solidarietà del popolo tedesco per ridisegnarne il perimetro di competitività per una nuova resilienza in difesa di una Europa più efficace e di un euro più forte. Ricetta economica e sociale alternativa e opposta a quella delle destre estreme che sembrano non averne alcuna se non spegnere l’ euro che sarebbe una catastrofe cubica (come dicono banche centrali, OCSE e FMI). Cioè un Occidente che con una Europa e Germania del “progresso” sono all’esatto opposto degli obiettivi di Afd riscrivendo un dialogo con i tedeschi nel “recupero della memoria senza sensi di colpa” riconoscendo il disastro hitleriano (condiviso con molti altri nel primo ‘900 da Franco a Mussolini e anche post second world war dalla dittatura cilena contro Allende di Pinochet (terminata nel 1990) al pugno di ferro argentino di Videla (terminato nel 1988) e di quello Greco (finito nel 1974) fino ai capitani della “Rivoluzione dei Garofani” portoghese (terminata nel 1974 dopo mezzo secolo di dittatura) , per ripartire verso il futuro in una Europa-Mondo dei diritti e delle libertà nella responsabilità verso ambiente e generazioni future nell’innovazione sociale e condivisa. Riascoltare la Merkel alla quale ” piange il cuore” può essere di aiuto alla sinistra socialdemocratica e ai popolari tedeschi per ripartire già dalle prossime elezioni dei Land a est e ovest. Ma utile anche alle riforme necessarie alle socialdemocrazie, ai laburisti e popolari europei e italiani in particolare per provare con un progetto di cambiamento e inclusivo a contrastare l’ onda anti-democratica e anti-europeista del neonazionalismo risorgente nella sua peggior veste di un “fascismo bianco” (razzista e filorusso) che si oppone all’idea di una Europa come Comunità-Mondo“. Guardando in questo modo a nuovi equilibri geopolitici per una Terra in Pace in una famiglia-mondo di eguali e rispondendo alle grandi sfide contro tutti i “negazionismi” nella consapevolezza della natura antropica di questi processi nella responsabilità esplorando soluzioni a pandemie, climate change, digitale/ AI, lavoro e diritti e dunque oltre le guerre in un quadro multilaterale. Serve allora (e ancora) uno Stato “non hobbesiano” guidato da regole umanistiche e umanitarie per equità e giustizia sociale verso la coesione e nel multilateralismo riducendo le diseguaglianze come faro ineludibile di una democrazia compiuta.

3 – Dialogo con il popolo degli astensionisti per riforme nelle vele di una crescita condivisa con un linguaggio di verità

Certo per farsi capire dagli “elettori astensionisti e scettici” va cambiata la comunicazione apprendendo caratteristiche di empatia di linguaggi comunicatori più diretti, diventando più convincenti con poche idee, forti e buone e che abbiano slogan da ricordare facilmente. Usando anche il civismo non come categoria partitica o ideologica ma come leva progettuale- partecipativa facendo sentire l’utente un attore rilevante per un processo di trasformazione del suo quotidiano a partire dal salario e da una sanità , trasporti e scuola-università accessibili. Rilanciando parole d’ ordine forti e chiare come gli Stati Uniti d’ Europa o Europa Unita delle Regioni e utili all’ obiettivo di sconfiggere il bipopulismo partendo dal Governo Meloni e rendendo chiara l’incompetenza a governare della destra sia sul piano internazionale perché priva di capacità di governo e di una idea di Mondo se non come “somma di individui fedeli“. Utilizzando in continuo il termine di “Civici Europeisti” ma anche solo il primo o solo il secondo. Dalle elezioni in Germania torna in voga il giochetto di chiedersi come mai e perché gli operai e per estensione logica le classi più deboli votino a destra. Ma una delle ragioni immediatamente percepibili è che chi può solo mettere insieme colazione e cena e/o deve mettere in salvo il proprio stipendio che perde di valore eroso dall’ inflazione non ha troppo tempo e spesso nemmeno troppi strumenti per approfondire i tanti aspetti della politica o trovare le giustificazioni che le classi dirigenti propinano loro per spiegare i vari perché di continui fallimenti a ogni “giro di walzer elettorale”. Dunque in modo quasi naturale si è portati a votare chi promette la Luna e Marte con maggior vigore e convinzione e con maggiore passione del quale percepisce parole di verità nella prossimità e nell’immediato. Voti chi ha un nome non identificato con il “sistema” ed uno slogan facile da ricordare; chi risulta o sembra – anche immeritatamente – più vicino a chi fatica e lavora tanto poi il Governo e’ altro. Questi normalmente è colui/lei che la “spara più grossa e facile” ( tipo ” blocchi navali” o ” reimpatri” o ” uscita dall’ euro”) e Meloni vince e resiste per questo (e Vannacci pure) e qui vincono gli estremismi e il bipopulismo ( da destra a sinistra), tanto poi nessuno gli chiederà conto. Dettagli apparentemente banali ma utili a capire che moltiplicare le tribù è sbagliato e perdente e che “o ci si unisce o si muore”. Ma dobbiamo anche riconoscere che uno dei fattori che ha scatenato questa onda nazionalista-populista e sovranista è stata la “lentezza” dell’ Europa, certo esagerata dagli antieuropeisti e che hanno sempre negato di voler superare il voto all’ unanimità che ne ha bloccato e blocca l’ operatività. Cosi come la rinuncia all’ allargamento del budget che dovrebbe passare dall’1% al 5% se si vorrà contrastare seriamente i pachidermi USA e Cina e se resistere alla “guerra ibrida (e non) ” della Russia e difendere il commercio nei mari, da Hormuz a Suez a Panama, come base del necessario Diritto Internazionale per aprire i canali commerciali e le alleanze industriali con accordi equi e paritari nella reciprocità e per questo servirà coraggio per una onda robusta di Riforme nella difesa dei Diritti Umani e della libertà dell’ Uomo di cui ritroviamo tracce profonde già nel discorso di JFK dell’insediamento come 35° Presidente degli Stati Uniti d’ America nel 1961 ( contro Nixson) e che fece di questa la potenza democratica che sarà e che aveva sconfitto Nazismo e Fascismo nella I e II Guerra Mondiale. Peraltro, essendo cresciuta dalla sconfitta nel 1915 della tragedia della “schiavitù perché “tutti gli uomini sono nati uguali” come ebbe a dire Martin Luther King nel 1963, pochi giorni prima di essere assassinato da un suprematista bianco. “Tempi di Giganti” della Politica oggi scassata da piccoli uomini interessati solo al proprio orticello di potere per gonfiare i propri interessi privati fatti coincidere con l’ interesse generale e pubblico, anche forzando i limiti di una Costituzione come il 6 gennaio 2021 a Capitol Hill dove fu tentato un golpe contro la democrazia americana. Trasformando la più grande democrazia della storia umana in macchina di opposizione all’ Occidente che aveva contribuito a realizzare. Ma da qui possiamo e dobbiamo ripartire a difesa di quello stesso Occidente e delle sue istituzioni globali e nazionali e l’ Europa è tra queste contro tutte le spinte di un ritorno dello Stato del più forte di Thomas Hobbes. L’illusione hobbesiana oltre il caos con un oligarca eletto dal popolo ma costretto a comprarsi i voti perché la persuasione compulsiva e tossica dei social non basta più a convincere una minoranza di ” sudditi” – tra le tante minoranze – ad andare a votare. Si tratta allora di unire i ” RIFORMISTI ” di tutto il mondo guardando a un Occidente non hobbesiano e dialogando con i partiti globali dell’astensionismo per reiniettare fiducia con un linguaggio di verità e soprattutto parlando a giovani e donne contro tutte le diseguaglianze.

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