Partiti e politici
Meloni e Vannacci: due percorsi simili
La dinamica che ha visto l’incremento dei consensi per Meloni, dal 2019, dai banchi dell’opposizione, si sta replicando con Vannacci, capace di riprendere le sue parole d’ordine di un tempo, ora molto ammorbidite a causa delle responsabilità governative. Cosa accadrà?
I discorsi di Giorgia Meloni, nel 2019-2021.
Tutta la nostra identità e la nostra patria sono sotto attacco, una patria che dovremo difendere dalla deriva del modello globalista “standardizzato”, che facilita il tema del secessionismo interno, per rendere il paese più debole e frammentato e più facile da sconfiggere, grazie al mondo della finanza che lo tiene sotto il suo giogo, con le redini di Silicon Valley, che decide il nostro destino e ci impedisce di pensare con la nostra testa.
Stanno attaccando la famiglia, il cui nucleo è essenziale per la procreazione, l’educazione e la formazione dei nostri figli; si sta attaccando l’identità sessuale; stanno attaccando le radici cristiane della nostra comunità, nel nome di un relativismo assoluto e di un ateismo aggressivo; in Europa molte istituzioni sono nelle mani del pensiero islamico.
L’immigrazione illegale è fomentata dalla sinistra, che genera conflitto con i nostri lavoratori, che non sono disposti a lavorare come i nuovi schiavi immigrati, che fanno aumentare il livello della criminalità nel nostro paese.
La sinistra ha iniziato a fingere di amare l’Europa quando è finito il sogno dell’Unione Sovietica. Noi invece amiamo l’Europa da sempre, con i suoi valori cristiani in cui io mi identifico, ma non mi piace l’attuale UE che cerca soltanto l’omologazione, contro le specificità nazionali e delle diverse patrie. I burocrati di Bruxelles ci impongono regole comuni, perfino su cosa possiamo mangiare.
Vogliamo la garanzia che non si seguirà né Greta Thumberg né i gruppi di pressione internazionali, che impongono una transizione ecologica che comporterà maggiore povertà per i paesi e più ricchezza per le multinazionali. Non daremo carta bianca alla Cina e la sua politica energetica che comporterà disoccupazione per milioni dei nostri lavoratori.
I discorsi di Roberto Vannacci, nel 2024-2026.
Famiglia e natalità: la famiglia è fondata esclusivamente sull’unione tra uomo e donna, contrastando la denatalità e opponendosi fermamente all’utero in affitto.
Identità e tradizioni: difesa dell’identità nazionale e culturale, opponendosi a quello che definisce “politicamente corretto” e alle tesi “woke”, promuovendo concetti di amor patrio ed eccellenza. La società moderna ha imposto una visione in cui le minoranze influenzano negativamente la percezione della normalità, a discapito della maggioranza.
Sovranità e politica internazionale: posizioni critiche verso l’Unione Europea, promuovendo la sovranità nazionale e posizioni non allineate con le direttive occidentali nel conflitto russo-ucraino.
In definitiva, le sue posizioni spaziano dalla difesa della famiglia tradizionale e della natalità, alla critica serrata dell’immigrazione e delle politiche europee, fino al sostegno di posizioni identitarie, patriottiche e talvolta controverse su temi di attualità e diritti civili. Il suo movimento mira a raccogliere il consenso di un elettorato che non si sente rappresentato dal moderatismo politico.
Il confronto tra le tesi e le posizioni di Meloni e quelle di Vannacci, a cinque anni di distanza, ci permettono di comprendere plasticamente la loro eccezionale somiglianza. Ancora nel 2019 il partito di Meloni, Fratelli d’Italia, godeva di un appeal presso gli elettori di circa il 6%, alle Europee, con un costante incremento di un paio di punti percentuali ogni 5-6 mesi, in corrispondenza con il correlato decremento delle opinioni di voto verso la Lega di Salvini, precipitata dal 34% alle Europee del 2019 al 9% delle politiche di soltanto 3 anni dopo.
Un passaggio di voti che vive una dinamica simile anche per Futuro Nazionale di Vannacci, nato soltanto da qualche mese ma stimata già al 6-7%, come il partito i Meloni nel 2019. Capace di sopravanzare velocemente la Lega, di superare tra poco anche Forza Italia e, molto probabilmente, di erodere in maniera significativa la stessa base elettorale di Fratelli d’Italia.
È possibile dunque che la dinamica che ha visto l’incremento dei consensi per Meloni, allora nei banchi dell’opposizione, si stia replicando con Vannacci, capace di riprendere le sue parole d’ordine di un tempo, che ora si sono molto ammorbidite a causa delle responsabilità governative.
Manca circa un anno alle prossime elezioni politiche. Le premesse per un nuovo ribaltamento all’interno del panorama della destra italiana ci sono tutte.
Università degli Studi di Milano
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