Cinema
Niu Lai, il film brutto che spopola in Cina
In Cina spopola il cartone animato Niu Lai, traducibile come “la mucca arriva”, costato tra i 200 e i 3.000 dollari ed è considerato uno dei film più brutti mai realizzati.
In Cina spopola il cartone animato Niu Lai, traducibile come “la mucca arriva“. Ha già incassato quasi 9 milioni di dollari, ma secondo le stime potrebbe sfondare il muro dei 10 milioni. La Cina vanta un’ottima tradizione nell’animazione, come dimostra lo straordinario successo di Ne Zha 2, che ha incassato oltre 2 miliardi di dollari. C’è però una differenza sostanziale: Ne Zha 2 è un capolavoro ad alto budget, realizzato dai migliori professionisti del settore, mentre Niu Lai è costato tra i 200 e i 3.000 dollari ed è considerato uno dei film più brutti mai realizzati.
Niu Lai
Niu Lai è uscito al cinema il 5 agosto e nella prima settimana di programmazione ha incassato appena un migliaio di dollari. I pochi spettatori si sono sfogati sui social, denunciando la bruttezza del film e chiedendo un rimborso. Si è così messo in moto il passaparola nel secondo paese più popoloso del mondo, e la curiosità dei giovani cinesi ha fatto il resto, che volevano capire quanto il film fosse brutto, trasformando il flop in un fenomeno.
Il film d’animazione è realizzato con tecniche digitali ormai arcaiche, impiegando persino software poco adatti allo scopo. La grafica fa apparire i protagonisti come personaggi squadrati e sgraziati, che si muovono con estrema lentezza.
La storia è un viaggio onirico della mucca Niu Lai, che nasce gracile, quasi incapace di muoversi. La madre prova a spronarlo, finché non arriva un’allodola il cui volo appare interminabile agli spettatori. In seguito, Niu Lai viene morso da un serpente la cui forma ricorda una centralina elettrica: sui social i cinesi trovano l’episodio esilarante, perché il piccolo protagonista si lamenta per il morso, ma il doppiaggio affidato a un uomo adulto rende involontariamente comico il suo dolore.
Il viaggio verso la maturità prosegue quando Niu Lai incontra un amico leopardo, e insieme devono affrontare numerose sfide, come l’attacco dei lupi, per nulla spaventosi, tanto che i cinesi li hanno ribattezzati “husky”. Nel complesso, la trama risulta lenta e poco comprensibile.
La realizzazione
Com’è successo tutto questo? Andiamo con ordine. Nel 2021, anno cinese del bue, il regista Xin Yumeng convince la madre Sun Lifang a realizzare insieme a lui un cartone sulle mucche. Inizia così la loro avventura, affidando la produzione alla Dalian Jingyuan Culture Film and Television Media, un’azienda che aveva appena cambiato attività, passando da studio di interior design a casa di produzione cinematografica.
I due lavorano da soli, curando grafica, sceneggiatura e doppiaggio, senza utilizzare alcuno strumento di intelligenza artificiale. Resta però un problema: come distribuire un film così poco convenzionale? Qui entrano in gioco due fattori. Da un lato la burocrazia, che ovunque nel mondo condiziona pesantemente le nostre vite: i due riescono a preparare tutti i documenti necessari per la distribuzione nelle sale, superando sia il controllo morale (volto a verificare l’assenza di contenuti violenti o sessualmente espliciti), sia il controllo tecnico (per appurare che audio e immagini siano coerenti tra loro). Entrambi i requisiti sono rispettati e viene dato il via libera.
Dall’altro lato, il regista ha un amico che lavora nella piccola casa di distribuzione Tianjin Shanqi Film Co. L’amico gli sconsiglia di portare il film nelle sale, ma lui insiste e riesce a convincerlo.
La distribuzione
Il film entra così nelle sale, spesso privo persino di una vera locandina, perché il budget destinato alla promozione commerciale è pari a zero. Alcuni cinema sono così costretti a disegnare da sé un poster con i protagonisti e il titolo. Nei primi nove giorni di programmazione, viene proiettato in 251 dei 15.438 cinema cinesi, registrando appena 236 biglietti venduti, con una media inferiore a un biglietto per sala.
Poi le recensioni rendono Niu Lai virale. Sempre più cinema iniziano a proiettarlo, cambiando anche la politica di vendita: garantiscono agli spettatori un rimborso se decidono di lasciare la sala entro 10 minuti dall’inizio della proiezione. Il resto è la storia di uno dei film più brutti di tutti i tempi che sfonda il botteghino, incarnando l’anima punk che pervade i giovani cinesi.
I giovani cinesi
È come se i giovani cinesi avessero raggiunto il punto di rottura di una società che si aspetta grandi cose da loro, senza però offrire le opportunità per realizzarle. Sentono svanire quel ventaglio di possibilità che aveva la generazione precedente per arricchirsi o avere successo, e questo li demoralizza.
Vanno così al cinema per vedere come un altro giovane abbia provato a realizzare il proprio sogno con i soli propri sforzi, pur non essendo qualificato e privo degli strumenti adatti. Con una dedizione particolare, ha portato a termine un progetto che qualsiasi persona sana di mente gli avrebbe caldamente sconsigliato.
Malgrado tutto, si è sentito libero di terminarlo e portarlo nei cinema, dove è riuscito ad avere successo, sfidando persino L’Odissea di Nolan e conquistando la simpatia dei coetanei. Il successo di Niu Lai è diventata una favola simpatica, un novello David che sconfigge in modo rocambolesco Golia, simile alla storia del pattinatore Steven Bradbury, che vinse l’oro olimpico solo perché tutti i più forti continuavano a cadere ed eliminarsi da soli.
L’immagine è prodotta da Gio Antonio sulla base dei poster di Niu Lai esposti nei cinema cinesi. E’ tratta da Wikipedia e utilizzata su licenza Creative Commons CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication.
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