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Poste Italiane ha lanciato un'offerta da 10,8 miliardi su TIM

Grandi imprese

Poste Italiane lancia su TIM un’offerta da 10,8 miliardi

di redazione
22 Marzo 2026

Poste lancia offerta TIM da 10,8 miliardi: il consiglio di amministrazione di Poste Italiane, partecipata per il 64% circa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), ha approvato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia con l’obiettivo di creare un gruppo integrato nei servizi infrastrutturali e digitali. L’operazione, annunciata il 22 marzo 2026, prevede un corrispettivo complessivo di circa 10,8 miliardi di euro e punta all’acquisizione dell’intero capitale di TIM con successiva revoca dalla quotazione. TIM, a quasi trent’anni dalla sua privatizzazione, potrebbe dunque tornare, seppure indirettamente, sotto il controllo pubblico.

Nel dettaglio, l’offerta combina una componente in contanti pari a 0,167 euro per azione TIM e una in titoli, con l’assegnazione di 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane. La valorizzazione implicita è di 0,635 euro per azione, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo registrato il 20 marzo. L’operazione mira a integrare due delle principali realtà industriali italiane, dando vita a una piattaforma infrastrutturale connessa su scala nazionale. Il nuovo gruppo opererebbe nei settori finanziario, assicurativo, logistico, delle telecomunicazioni e dei servizi digitali, con ricavi aggregati stimati in circa 26,9 miliardi e un EBIT pro-forma di circa 4,8 miliardi.

Dal punto di vista strategico, l’integrazione viene presentata come evoluzione naturale del modello di business di Poste Italiane, basato su una rete distributiva capillare e su una piattaforma digitale in espansione. L’unione con TIM consentirebbe di rafforzare la presenza nelle infrastrutture di rete, nel cloud e nei servizi dati, favorendo la convergenza tra fisico e digitale. Le sinergie attese sono stimate in circa 0,7 miliardi annui, di cui 0,5 miliardi derivanti da risparmi di costo e oltre 0,2 miliardi da ricavi aggiuntivi. I benefici dovrebbero concretizzarsi entro due anni per la componente costi e tre anni per quella dei ricavi. L’operazione è subordinata alle autorizzazioni regolamentari e il perfezionamento è previsto entro la fine del 2026. Poste Italiane prevede un impatto positivo sugli utili per azione a partire dal 2027, mantenendo al contempo una struttura finanziaria coerente con un profilo investment grade.

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