Eventi
Tempo di Romaeuropa Festival e a Milano c’è il Premio Hystrio
Fino al 15 novembre in diversi spazi della Capitale un centinaio spettacoli di danza, teatro e musica. Attese molte star internazionali, da Papadopoulos a Sasha Waltz, da (La Horde) a Vandekeybus, da Tiago Rodriguez al Collectif XY. La sfida meneghina per i teatranti “under 35”
ROMA _ Forse l’evento più atteso dell’anno. Almeno per quanti amano la scena. Trascorso un tempo lunghissimo di quando era luogo di avanguardie in campo di arti espressive come il teatro, e ora anche il cinema, la Capitale, sempre meno punto di riferimento per la ricerca e la sperimentazione l’appuntamento annuale con il festival internazionale “Romaeuropa” è lo spazio più importante e prestigioso per avere un confronto, e soprattutto assistere a creazioni spettacolari internazionali. Una sorta di grande laboratorio aperto dove il teatro assieme alla musica danno vita ad una esperienza unica sul piano della fruizione culturale. L’Europa e la cultura in un grande evento, “un esercizio costante di attraversamento delle differenze” l’ha definito il presidente della Fondazione Guido Fabani, una “vocazione” che, soprattutto “oggi in un contesto internazionale segnato da instabilità, tensioni e profonde trasformazioni, questa vocazione si fa ancora più necessaria”, mentre il direttore artistico Fabrizio Grifasi ha invitato a vedere in questa rassegna “un invito a mettersi in ascolto e a guardare la creazione artistica come un’esperienza ancora viva e necessaria per orientarsi nella complessità del presente”.
Fino al 15 novembre “Romaeuropa” propone un centinaio di spettacoli per duecentoquaranta replica con la presenza di un migliaio di artisti provenienti , oltre che dall’Italia, dall’Europa e dal mondo”. Una macchina imponente che per stare in piedi ha necessità di sponsor importanti. E questi, oltre a quelli istituzionali di Ministero, Comune e Regione, Canmera di Commercio e Fondazione Roma la Dance Reflections by Van Cleef and Arpels, programma storico della gioielleria a sostegno delle arti coreutiche e poi banche, Poste Italiane etc… Rafforzate anche le partnership con L’Accademia di Santa Cecilia, il Teatro di Roma, più le collaborazione con molti spazi della Capitale -dal Mattatoio ai Teatri Brancaccio e Vascello- e altri ancora. Collaborazioni internazionali da segnalare quelle con la Germania, la Flanders State of Art per la scena fiamminga, il gemellaggio con Parigi che ha superato i settanta anni, e poi istituzioni culturali di Corea, Spagna Norvegia, Francia e in Italia con Lazio Danza e Teatro.
Dopo il doppio opening all’Auditorium della Conciliazione l’8 e 9 settembre con la prima di “Chora-il vuoto all’origine” della compagnia Komoco, coreografie di Sofia Nappi e l’esecuzione in prima nazionale delle composizioni di Caterina Barbieri, direttrice di Biennale Musica nel biennio 2025-2026, “Vulcano” e “Non puoi contare l’infinito”accanto a “Constellation” di Christian Marclay ora “Romaeuropa” entra nel vivo a partire dal 14 settembre con un programma fitto di spettacoli fino a novembre inoltrato. Qui di seguito i principali appuntamenti da non perdere. Nello stesso Auditorium della Conciliazione di scena “Summerland” di Benjamin Millepied ex direttore dell’Opéra National di Parigi, in dialogo con la cantante e compositrice Novembre Ultra. Da non perdere tre importanti live nella sala grande dell’Auditorium del Parco della Musica “Ennio Morricone”.

Il primo, il 15 settembre è con la straordinaria cantautrice e attrice di origine maliana Fatoumata Diawara che presenterà dal vivo e con la sua formazione il repertorio del suo nuovo album “Massa” (all’Auditorium del Parco della Musica). Il Philip Glass Ensemble porta per la prima volta a Roma “Powaqqatsi” di Godfrey Reggio, proposto con musica dal vivo in un appuntamento che anticipa le celebrazioni per i novant’anni del compositore (16 settembre); Jeff Mills, celebre figura dell’elettronica, incontra l’arpista e compositrice Kety Fusco in “The Trip to Vega”, viaggio audiovisivo tra immagini, illusione ottica, musica acustica ed elettronica (17 settembre).
MUSICA
Sono diversi le celebrazioni e i tributi resi ai maestri della musica del Novecento. Blow up percussion il 4 ottobre al Mattatoio omaggia i novanta anni di Steve Reich eseguendo composizioni come “Pendulum Music”, “Drumming” e “Come out”. Lo stesso ensemble sarà all’Accademia Americana con “Field of Visioni” di Michael Gordon (19 settembre). Ai cento anni della nascita di Hans Werner Henze, in festival in corealizzazione con l’Accademia di Santa Cecilia, dedica “Voices”, affidato al New European Ensemble diretto da Carlo Boccadoro (Auditorium Parco della musica, 4 novembre). Il concerto è inserito nelle celebrazioni dei 75 anni di ripresa delle relazioni diplomatiche con la Germania. A queste manifestazioni sono legati anche i concerti di Hans Thomalla con l’Ensemble Lux:NM, il progetto dedicato a “La bella Magelone” di Brahms nella rilettura scenica guidata dai testi di Sabine Scho e dalle esecuzioni di Gideon Poppe e Anh Trung Sam (29 settembre al Mattatoio), e la presenza, al Teatro Argentina, del pioniere della techno berlinese, compositore e producer Moritz von Oswald con una nuova versione di “Silencio”con 8 voci dell’ensemble vocale Evo, elettronica e sintetizzatori (26 settembre).
Celebrazioni anche per il novantesimo anniversario di Philip Glass. La pianista francese Vanessa Wagner si produrrà nell’esecuzione integrale degli “Etudes”, il 14 settembre all’Auditorium del Parco della Musica. Nello stesso spazio, il 15 novembre “Aguas da Amazonia” con il Third Coast Percussion.

Da segnalare il confronto di due pianisti come Maki Namekawa e Thomas Enhco nella Sala Santa Cecilia (2 novembre Auditorium del Parco della Musica), in una delle più celebri composizioni per pianoforte del Novecento, lo straordinario “The Köln Concert” di Keith Jarrett in una doppia interpretazione. Per la serie degli omaggi da non perdere The Avex Ensemble che omaggia l’iconica colonna sonora del film “Blade Runner”, composta da Vangelis, in uno speciale cine-concerto all’Auditorium del Parco della Musica (8 novembre). Altro omaggio è quello all’eredità del movimento Fluxus con il doppio appuntamento al Mattatoio (18 ottobre) con Tempo Reale impegnato con “Fluxus Tree” icon musiche di Toshi Ichiganachi, Yoko Ono, John Cage e Giuseppe Chiari, e con “La Luce”, nella costruzione di un’installazione dedicata all’omonima composizione di Chiari al fianco dell’artista Agnese Banti.
Di rilievo l’attenzione data da “Romaeuropa” alla musica elettronica con la presenza di diversi musicisti. Al Teatro Argentina /27 settembre) live di Osmium, il progetto nato dall’incontro tra la violoncellista e compositrice islandese Hildur Guðnadóttir con James Ginzburg, Rully Shabara e il produttore Sam Slater.
Kangding Ray dopo il successo della colonna sonora del film “Sirât” presenta il suo nuovo live “Superfluid” al Mattatoio (23 settembre).
La musicista elettronica americana Jerrilynn Patton, conosciuta come Jlin dialogherà con il Third Coast Percussion, ensemble di percussionisti di Chicago in “Vernacular” All’Auditorium del Parco della Musica (14 novembre),
Special guest di “Romaeuropa” è Vinicio Capossela. Il cantautore e musicista è protagonista assieme a Pierpaolo Capovilla di uno spettacolo di teatro musicale, “E morte non avrà dominio” , ballad opera liberamente tratta dalla vita di Renato Striglia e dall’opera di Dylan Thomas (Teatro Olimpico, il 3 e 4 ottobre).
Ultima giornata il 15 novembre con un inizio di fine giornata nella sala di Santa Cecilia con il “Classical Rave Party” di Enrico Melozzi, violoncellista e l’Orchestra Notturna Clandestina. La mattina sarà dedicata ai 100 Cellos con Giovanni Sollima. Grande closing la sera all’Orchestra Notturna Clandestina con ospiti d’eccezione come Niccolò Fabi, Alessandro Baricco, Gloria Campaner, Elsa Lila, la Banda dell’Esercito Italiano, Anastasio e Fasma (tutto all’Auditorium del Parco della Musica).

SCENA INTERNAZIONALE
Di alto livello come sempre la lista degli ospiti internazionali. Ad aprire la passerella delle star sarà il coreografo greco Christos Papadopoulos al Teatro Vascello con “Landless” (dal 18 al 20 settembre) dove dirigendo il danzatore greco Georgios Kotsifakis, prosegue “la sua personale indagine su ritmo, ripetizione e trasformazione del gesto”. Sempre Papadopoulosassieme a Jan Martens e Anne Teresa De Keersmaecker firmano le coreografie danzate dall‘Opera Ballet Vlaanderen al Teatro Costanzi frutto di una corealizzazione tra Romaeuropa e Teatro dell’Opera di Roma. Sono: “On speed”, “Grosse Fuge” e “Opus” (10 e 11 novembre).
Ancora dalla Grecia la coreografa Katerina Andreou incontra Carte Blanche, la compagnia nazionale di danza della Norvegia in “How Romantic” riunendo quattordici interpreti in una “partitura incessante fatta di resistenza, slanci, cedimenti e desiderio”. (Teatro Vascello 7 e 8 novembre).
Appuntamenti da non mancare nel segno dell’incontro tra musica e danza. Il coreografo fiammingo Michiel Vandevelde, insieme all’ensemble Bryggen Bruges Strings, porta in scena al Teatro Argentina, in co-realizzazione con Teatro di Roma “Four seasons changed”, un concerto scenico che traduce nello spazio la rilettura che Max Richter ha dedicato alle “Quattro stagioni” di Vivaldi (Teatro Argentina 11 ottobre)
Nella stessa direzione la presenza al Teatro Argentina (il 6 ottobre) di una coreografa innovativa come la tedesca Sasha Waltz che si confronta con le Suites per violoncello eseguite dalla violoncellista Anastasia Kobekina in “Bach Cello Suites Dance” (in apertura di pagina vedi la fotografia di Dovile Sermokas )
Ancora spettacoli di danza nel segno della contemporaneità. Ecco “Lora” di Rachid Ouramdane con la Compagnie de Chaillot, spettacolo presentato in corealizzazione con Villa Medici-Accademia di Francia dedicato alla performer lituana Lora Juodkaite (30 settembre e 1 ottobre a Villa Medici). Torna al festival (La)Horde, la compagnia alla direzione del Ballet national de Marseille che ha ridefinito “l’immaginario del contemporaneo dialogando con sottoculture digitali, culture urbane e grandi icone della scena musicale internazionale con la nuova produzione in prima nazionale “Après moi, le déluge” (dal 1 al 4 ottobre al Teatro Argentina).

Altri ritorni: quello di un coreografo che ha lasciato un forte segno nella danza contemporanea come il fiammingo Wim Vandekeybus con il riallestimento di “What the Body Does Not Remember” che nel 1989 lo impose sulla scena internazionale (Teatro Argentina 8 e 9 ottobre). E quello del coreografo francese Boris Charmatz che presenterà “Muette”, un nuovo assolo “intimo e radicale” (dal 2 al 4 ottobre al Mattatoio).
Intreccia danza, teatro, stand-up e ironia per interrogarsi sul senso della vita l’inglese Ben Duke che reinventa “Amleto” in “The Last Hamlet”come se fosse un antieroe contemporaneo (20 e 21 ottobre al Teatro Vascello).
Parte dagli ultimi appunti lasciati dal padre, il regista portoghese Tiago Rodrigues, attuale direttore del Festival d’Avignone, per trasformare “il vuoto lasciato dalla sua scomparsa in un delicato e ironico rito teatrale sulla memoria, l’addio e la resistenza alla fine in “No Yougurt for the Dead” (24 e 25 ottobre al Teatro Vascello).
Collettivo come motore di trasformazione è il motto del Collectif XY, un formidabile ensemble di una ventina di danzatori che si rivolge a un pubblico di tutte le età “dando vita a paesaggi in trasformazione e a un rito collettivo fatto di fragilità, slanci, salti acrobatici e torri umane che gioca, sin dal titolo, con il ritmo del mondo e un profondo desiderio di pace”. Uno spettacolo, “Le Pas du Monde” da non perdere (Teatro Olimpico, dal 29 ottobre al 1 novembre).
Altri mondi. Dal Marocco torna il Groupe Acrobatique de Tanger con la guida di Raphaëlle Boitel che firma “Ka In”,una nuova creazione in cui (28 e 29 ottobre) la “forza acrobatica si misura con una scrittura formale e poetica fatta di chiaroscuri, sospensioni e slanci collettivi”.
Due formazioni dalla Corea del Sud. La coreografa Eun-Me Ahn, ha sviluppato un linguaggio coreografico che fonde Oriente e Occidente, storie di tradizione e trasformazione. La sua nuova creazione, “Post-Orientalist Express” unisce teatro, danza, nuovo circo, tradizioni ancestrali e pop culture (Teatro Argentina il 24 e 25 settembre).

In collaborazione con l’Istituto Culturale Coreano a Roma, il regista Jaha Koo, vincitore dell’International Ibsen Award, presenta “Haribo Kimchi” costruisce in scena un vero chiosco di street food e trasforma la preparazione del “tradizionale cavolo fermentato coreano in un gesto autobiografico e simbolico” (Mattatoio 24 e 25 ottobre).
Racconta le trasformazioni dell’agricoltura indiana sotto l’influenza del neoliberismo e dell’agroindustria globale l’indiano Pankaj Tiwari, nello spettacolo “The Harvest of Broken Promises” (in programma il 2 e 3 ottobre negli spazi del Mattatoio).
DANZA E TEATRO ITALIA
Folta la rappresentanza degli italiani a questa quarantunesima edizione di “Romaeuropa” festival che ha messo in campo molti dei più rappresentativi artisti e compagini del teatro e della danza. Il Teatro Vascello sarà un po’ il quartiere generale. Qui debutterà in prima nazionale Marta Cuscunà con la nuova produzione “La Medium” (28 e 29 ottobre) in cui affronta la storia vera di Hersillie Rouy figlia dell’illusionista Charlie Rouy reclusa in manicomio per quattordici anni. Qualche giorni prima Giorgina Pi rilegge il personaggio tragico di Filottete in “Lemnos” tra mitologia e attualità (dal 7 all’11 ottobre). La stessa regista romana è presente anche al Maxxi, con “Miasma” una video installazione realizzata a Makronisos in cui mitologia, memoria e contemporaneità si sovrappongono (dal 13 al 15 ottobre).

Sempre al Vascello una partitura sull’addio. Marco D’Agostin e Marta Ciappina orchestrano un “Catalogo” come una rete di collaborazioni, sguardi, intenzioni e prospettive intorno al corpo e alla danza, riunendo in un’unica serata gli sguardi di alcuni tra i più importanti coreografi della scena italiana e internazionale. Silvia Gribaudi, Francesca Pennini per CollettivO CineticO, Sotterraneo ed Emio Greco insieme a Pieter C. Scholten compongono un brano per M. una danzatrice che vuole dare l’addio alle scene senza averla mai incontrata prima. Ancora in questo spazio torna Pietro Giannini con il nuovo lavoro “Starman – La vera storia di Leon Skum”, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova: “un affresco concreto e visionario che, tra mockumentary, narrazione e musica, interroga il mito della tecnologia nell’era di Elon Musk” (4 e 5 novembre). Nello stesso teatro (dal 13 al 15 novembre) Giacomo Bisordi allestisce per la scena il romanzo “Il Prodigio” di Fabrizio Sinisi che ne cura l’adattamento teatrale.
Al Teatro Argentina è di scena Romeo Castellucci che mostrerà in prima visione “Faust. Fatto, non detto”, cioè “una radicale esperienza scenica che indaga la figura dell’artista, sopspesa tra condanna e redenzione, realtà e visione” (dal 15 al 18 ottobre).
Al Teatro Valle “Romaeuropa” insieme a Teatro di Roma presenta “Memorie di ragazza” di Silvia Costa, spettacolo tratto dall’omonimo libro di Annie Ernaux con Federica Fracassi, Francesca Mazza ed Emanuela Villagrossi: “un racconto intimo e politico in cui l’autrice ripercorre l’estate del 1958, quando aveva diciotto anni, per interrogare un episodio decisivo della propria giovinezza” (12 novembre).
Al Mattatoio il ciclo “Heimat-Patria/Straniero”, realizzato con l’Accademia “Silvio d’Amico”: cinque giorni di spettacolo in cui Fabiana Iacozzilli, Thom Luz, Ersan Mondtag, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan dirigono gli interpreti del corso di II livello in recitazione dell’Accademia, in un dispositivo scenico condiviso per “dare vita a una riflessione plurale sull’identità e l’appartenenza” (dal 21 al 30 ottobre)

Sempre al Mattatoio, infine, il corpo femminile e la sua rappresentazione sono al centro di “Can Can”, spettacolo nato dall’incontro tra il regista, Premio Nazionale della Critica, Giovanni Ortoleva e l’attrice Irene Mantova (27 e 28 ottobre) mentre, in corealizzazione con Teatro di Roma, il regista Piero Maccarinelli presenta una lettura de “L’ora dei predatori” di Giuliano da Empoli con Elisabetta Pozzi e Tullio Solenghi, seguita da un incontro sui temi del libro.
Ma “Romaeuropa” è anche ragazzi. “Kids and Family” è la sezione riservata a spettacoli di musica, teatro e nuovo circo dedicata la pubblico più giovane che si terrà in tre weekend. Attesi i fiamminghi Zonzo, con una esperienza immersiva sul jazz. Dalla Catalogna arriva Anna Confetti e “Where is Stefie?”, lo spettacolo di magia su ruote “Maginarium” di Pau Segalès, “Copiar” di Animal Religion (30 ottobre e 1 novembre al Mattatoio) , i clown Labù Teatre con “Triplete” (dal 6 all’8 novembre al Mattatoio) e per tutte le età “Forat” di Dudu Amalot (dal 13 al 15 novembre al Mattatoio).
Dancing Days. Una maratona di danza dal 8 all’11 ottobre al Mattatoio. Di scena: l’8 settembre Chiara Kotsali in “It’s The End if the Amusement Phase”. Il 9 ottobre: Roberta Racis (“Atto Bianco”); Nik Rajsek (“Kink”); Michael Incarbone (“We are who we are”).
il 10 ottobre: Giacomo Luci (“La Lalangue”); Vidadè Company (“Coraggio la sfortuna non esiste”); Silvia Gribaudi (“Amazzoni).
11 ottobre: Riccardo De Simone Dna Appunti coreografici (“Everybody Has a Fate”).
Anni luce. Quattro giornate dedicate agli emergenti a teatro. Dal 13 al 14 ottobre di scena: il Gruppo Uror con “Baraonda”; Usine Baug con “Noir”; Giovanni Onorato con “Asterione”. Il 20 e il 21 ottobre Progetto Orlando.
Sempre al Mattatoio: dall’Olanda, arriva la compagnia de Dansers con “A Small Anatomy” (dal 13 al 15 novembre); Artefactos Bascos, dal 30 ottobre al 1 novembre propone “Batu”, mentre dalla Norvegia Frida Odden Brinkmann presenta il suo “Cirkus Antero” (dal 6 all’8 novembre) mentre il giapponese Kenji Shinohe, si rivolge a un pubblico di adolescenti con “Action Briquette Z-Manga, Beat & Dance), un assolo di teatrodanza che esplora l’universo pop del manga tra suono e movimento (13-15 novembre). Tra le presenze italiane Federica Migliotti con Teatro Viola (con “Giraffe” (31 ottobre e 1 novembre) e Campsirago Residenza in scena con due spettacoli dedicati a un pubblico da 0 ai 3 anni dal 6 all’8 novembre.

A Milano torna invece “Hystrio Festival” la manifestazione che unisce il premio attribuito dai redattori e collaboratori della rivista di teatro nata nel 1988 alla rassegna che questo anno giunge alla quinta edizione. In particolare dedicata alla “ipervetrina della scena under 35”, nata da un anno di lavoro di ricerca che vuole avere una forte identità proponendo “una selezione dei migliori esiti della scena indipendente”. Dice a questo proposito la direttrice della rivista e della rassegna Claudia Cannella: “offrire palcoscenici adeguati alla massima resa degli spettacoli e condizioni di lavoro eque; promuovere occasioni di visibilità grazie alla presenza massiccia di operatori e di pubblico; trasformare potenziali competitors in alleati creando partnership con numerosi soggetti. Non ci interessa essere i primi o i più forti, ma lavorare insieme alla ricerca della meglio gioventù del teatro italiano».
Ecco quindi al Teatro Puccini in cartellone dieci spettacoli, cinque letture sceniche dal 15 al 20 settembre in collaborazione con Situazione drammatica/Progetto il copione, un incontro dedicato alle direzioni artistiche under 35 e la serata finale con la consegna dei premi. L’iniziativa conta su diversi e numerosi partner nazionali e internazionali e anche una rete di collaborazioni con teatri e diverse strutture in tutto il territorio.
Si parte il 15 settembre (ore 19) con “Infinita bellezza”, di Fondamenta Zero. In scena l’attrice, drammaturga e regista Claudia Manuelli affiancata dall’attore Marcos Piacentini. Segue “Vita di San Genesio” della compagnia Crtl+Alt+Canc su San Genesio protettore della gente di teatro, attore, mimo e martire nella Roma del 300 dopo Cristo.

Il 16 settembre alle ore 15 terza edizione di “Bridge the gap”, momento di riflessione collettiva di organizzatori, critici e operatori sulla scena “under 35”. Tema di questo anno sarà: “Direttori under 35, chi sono, dove sono e come lavorano”.
Alle ore 19 va in scena “Gente spaesata” di Sofia Russoto, protagonisti “due ragazzi senza desideri né scopi che discutono su come cambiare il mondo affogando i loro pensieri tra musica, alcol e cocaina”. A seguire “Ballavamo sempre” dei BumBumFritz (ore 20,30) che “intreccia i ricordi di più di cento persone anziane, soprattutto canzoni, con la musica elettronica, per riflettere su come siamo cambiati negli ultimi anni e su che cosa siamo capaci di ricordare oggi”.
17 settembre. Alle 19 la compagnia pisana Punto di Fuga presenta “Souvenir”: teatro fisico e di figura (maschera, ed ombre) per raccontare i “temi del ricordo, del tempo, del sogno, che convergono nel presente di Jean, un anziano signore alle prese con il suotrasloco”.
Segue “Io sono verticale” di e con Francesca Astrei sul rapporto tra la “sofferenza interiore e quella di chi resta accanto, impotente, e sulla possibilità di far comunicare il mondo di dentro con il mondo di fuori per limitare il dolore da entrambe le parti”.
18 settembre. Francesca Astrei torna in scena allle ore 19 assieme a Grazia Capraro e Giulia Tripletta in “S-P- 33” scritto e diretto da Giulia Bartolini. Si racconta di Mary che“torna dopo undici anni a casa, dove due sorelle ormai non l’aspettano più, in un paese di 515 anime: la provincia che divora tutto”.

Alle 21 va in scena “Mine-Haha-ovvero dell’educazione fisica delle fanciulle” con Matilde Bernardi, diretta da Marco Corsucci, dal romanzo di Frank Wedekind “mette l’accento sulla relazione tra sguardo, corpo ed educazione, e indaga, attraverso la scena, i rapporti di potere che corrono tra chi guarda e chi viene guardato”.
19 settembre. “Tecniche di lavoro di gruppo – appunti per uno schiuma party” è lo spettacolo di e con Pietro Cerchiello “liberamente ispirato a una storia molto vera, e racconta, dalle prime lezioni al saggio finale, un laboratorio teatrale tenuto in una scuola media della più remota periferia”.
A seguire (ore 21) va in scena un “Hamlet” shakespeariano, nella traduzione, regia, drammaturgia e interpretazione di Valentino Mannias, con le musiche originali di Luca Spanu, vede sul palcoscenico “un attore, una marionetta, cinque burattini e un musicista domandarsi che cosa può essere il teatro quando tutto sembra finito”.
Ogni giorno il programma si conclude in seconda serata con una lettura scenica di Situazione Drammatica/Il copione a cura di Tindaro Granata in collaborazione con Renato Gabrielli. Eccoli, “L’apocalisse o quel che rimane” di Emanuele Sicignano e Aurelio Vatteroni; ” (martedì 15 settembre, ore 22.30). “La rabbia che ho in corpo” di Francesco Toscani,Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2025, (mercoledì 16 settembre, ore 22). “Atlante. Oggi splende il sol” di Verdiana Vono (giovedì 17 settembre, ore 22). “Il mostro o quello che più che un abbraccio sembrava un sequestro di persona” di Mattia Guzzi (venerdì 18 settembre, ore 22). “Tecnica di concimazione umana” di Samuele Finocchiaro (sabato 19 settembre, ore 22).
Ultima giornata, domenica 22 si apre alle 18,30 la mise en espace di Claudio Autelli di “Un bambino” di Marco Trotta, testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena. A chiudere la serata la premiazione dei vincitori del Premio Hystrio, quelli del Premio Twister assegnato dal pubblico e il Premio Mariangela Melato assegnato a due giovani attori professionisti e il Premio Hystrio alla Vocazione rivolto agli autori under 35.

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