Teatro

Teatro, mondi in miniatura a Cagliari, le danze di “Zolla” a Roma

Nel capoluogo sardo il nono festival teatro di figura “Anima If” della compagnia de Is Mascareddas. Nella Capitale la rassegna di coreografi emergenti nel Parco della Caffarella: da Incarbone a Cannas, da Meucci a Carulli, Capanna e Puglisi. A Modena il “Triage” di casadargilla

12 Ottobre 2026

CAGLIARI _ Teatro di figura, torna “Anima If”, il festival che da nove anni Mascareddas, compagnia fondata in Sardegna da Tonino Murru e Donatella Pau, insignita tre anni fa con il riconoscimento del Premio Ubu, allestisce dal 14 al 18 ottobre per un pubblico adulto nello spazio della ex Manifattura Tabacchi, cinque giorni di spettacoli, installazioni e masterclass attorno ad un tema forse non proprio immediatamente leggibile ma con un titolo che poi non si prende troppo sul serio: “Errare è umano ma non esageriamo”. Attorno a questo dovrebbero confrontarsi i diversi teatranti ospiti della rassegna che esploreranno il tema sotto diversi punti di vista: dalla questione ambientale al problema dei diritti e, in particolare, quelli delle donne. Dice Donatella Pau: “L’edizione di quest’anno guarda all’errare nei due sensi di sbagliare, passaggio necessario alla conoscenza, e di allontanarsi dalla regola e trasgredirla per esplorare nuovi modi di stare al mondo. Serve però uno sguardo vigile, che mantenga l’errore un inciampo e gli impedisca di diventare orrore, quello che ogni giorno si perpetua nel mondo”. Chiaro? Per capirlo meglio occorre andare a vedere quello che i teatranti metteranno in scena: ad aprire il ciclo di spettacoli il 14 ottobre è di scena Creature ingrate, compagnia attiva tra Italia e Francia che presenterà (ore 19) “Cosa fare quando vuoi uccidere il capo?” . Il quesito è volutamente provocatorio. D’altra parte, si chiedono le autrici della piéce: “Cosa fare quando, al lavoro, ci vengono piccoli pensieri omicidi? Quando si è così arrabbiati da poter arrivare a uccidere il proprio capo?”. Così, dopo aver studiato a fondo il caso, le teatranti, utilizzando due burattini a guanto “un pupazzo a bocca articolata e altri supporti visivi” spiegheranno al pubblico “le cause di questi terribili pensieri” ma anche “le possibili soluzioni” . Tra clownerie e satira, una serie strampalata di tentativi “inevitabilmente destinati al fallimento”.

Alle 20,30 Dromosofista metterà in scena “Approdi” dove “tre personaggi invitano il pubblico a seguirli in un viaggio agli antipodi del mondo. Un viaggio surreale su un cavallo in miniatura, tra personaggi stralunati e minuscoli uomini d’ombra in corsa. “Antipodi” ė l’unione di diversi stili e tecniche del teatro di figura, dalle ombre cinesi alla manipolazione di oggetti, al teatro fisico”. La compagnia Dromosofista nasce dal “desiderio di far confluire nel campo dello spettacolo popolare contemporaneo la ricerca musicale e quella del teatro visuale”. Dromosofia infatti è una parola i che mette assieme Il termine di “strada” e saggezza, per indicare la filosofia “di chi trova nella strada una scuola di vita. Dromosofia è la fede nella potenzialità della strada come fonte di ispirazione e come luogo poetico per eccellenza dell’incontro e del confronto tra culture”.

La compagnia Dromosofista mette in scena lo spettacolo “Approdi” al festival internazionalee “Anima If” di Cagliari allestito da Is Mascareddas. In scena un viaggio surreale di un cavallo in miniatura e minuscoli uomini

Il 15 ottobre spazio alla Slovenia, paese particolarmente amante del teatro di figura. Dalla sua capitale giunge Ljubljana Puppet Theatre che porterà in scena “Departure” debuttato due anni fa a Lubjana. Microteatro per “riflettere sul collasso ambientale, la sostenibilità dello spazio urbano e lo squilibrio tra progresso economico e responsabilità ecologica”.

“Transport: Departure” è soprattutto una docu-fiction teatrale che vuole mettere in luce “le conseguenze dell’eccessiva interferenza umana sulla natura”. Intrecciando assieme “dimensione personale e collettiva, documentario e finzione, sfera intima e sociale”, lo spettacolo intende offrire “una risposta incisiva alla realtà contemporanea, sottolineando come lo spazio sia un sistema naturale olistico il cui squilibrio comporta conseguenze che non possiamo ignorare”.

In modo più dettagliato “Departure” fa confluire il racconto di un fatto di vita reale accaduto alla famiglia Fužirdi Prevalje, che ha perso la propria casa a causa delle alluvioni, per aprire spazi a una riflessione più ampia.

Lo spettacolo, per gli autori Tin Grabnar e Ajda Rooss è quindi “una metafora dell’urgenza del cambiamento”. L’opera sollecita un abbandono delle pratiche distruttive a favore “della co-creazione di alternative sostenibili e invita all’introspezione”.

“Departure” è la seconda produzione indipendente nell’ambito del progetto internazionale “Transport” che coinvolge sei teatri europei, sotto la guida del regista Tin Grabnar. “Attraverso piccole performance itineranti e un uso oculato delle risorse – come figurine umane in miniatura stampate in 3D e modellini realizzati prevalentemente in plastiche biodegradabili (amido di mais e canna da zucchero) – Grabnar affronta questioni contemporanee quali la globalizzazione, lo sviluppo economico e l’impatto dei processi sociali sull’ambiente”. Lo spettacolo viene replicato anche alle 21 e l’indomani alle ore 20.

Una scena dello spettacolo di microteatro “Departure” della compagnia slovena Ljubljana Puppet Theatre. Lo spettacolo fa parte del progetto internazionale “Transport”. Una documentazione-fiction sul cambiamento climatico.

Dello stesso progetto “Transport” fa parte “Cargo” della compagnia slovena Maribor Puppet Theatre che apre la serata del 16 ottobre alle ore 19. Concepito da Tin Grabnar, Ana Duša, Tjaša Bertoncelj, Urša Majcen, “Cargo” si focalizza sui danni ambientali causati dal trasporto su gomma. Ogni giorno infatti tra i 20 e i 50 milioni di camion circolano sulle strade di tutto il mondo e il trasporto è responsabile di quasi un quarto delle emissioni globali di CO₂. Gli autori dello spettacolo rilevano come “se da un lato la velocità e l’accessibilità favoriscono la crescita economica, dall’altro intensificano il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse, l’inquinamento e le violazioni dei diritti dei lavoratori”. La storia raccontata in “Cargo” segue le vicende di “un camionista che si ritrova sotto forte pressione temporale da parte del datore di lavoro, mentre gli ostacoli lungo il percorso non fanno che accumularsi, acuendo il suo disagio”. La performance utilizza questa storia personale come “metafora di questioni sistemiche più ampie. La sua conclusione di grande impatto non offre risposte, ma lascia in sospeso una serie di interrogativi ben oltre il termine dello spettacolo”.

“Ma solitud”, spettacolo dello spagnolo Giullelm Albà che apre la sera del 17 ottobre è un viaggio che “spazia dalla comicità alla poesia, avendo nelle mani il proprio principale mezzo espressivo”. Le mani infatti riconnettono con “la quotidianità e con l’artigianato, unendoci come comunità. Mani che hanno creato quasi tutto ciò che usiamo”. E che infondono anche “vita ai pupazzi e sono esse stesse piene di vita”.

Un momento dello spettacolo “Cargo”,  della compagnia slovena Maribor Puppet Theatre, parte del progetto “Transport” segue in scena le vicende di un camionista per raccontare i danni ambientali del trasporto su gomma

Chiude la giornata la compagnia Merlin Puppet Theatre, nata ad Atene nel 1995. Dal 2011 si sono trasferiti a Berlino dove attualmente lavorano. Presentano“Noose” che loro stesso definiscono come come una performance “surreale, a metà strada tra la commedia nera e il teatro dell’assurdo”. In uno spazio ristretto “si dispiegano le vite di tutti noi, quelle vite mai vissute…” Pupazzi manovrati su tavolo e una narrazione di stampo cinematografico, gli animatori danno vita ai personaggi rimanendo invisibili al pubblico.

18 ottobre alle 19 “Lidia Poët, prima avvocata d’Italia” è lo spettacolo di CTA Gorizia, testo e regia di Serena Di Blasio che racconta “la travagliata vicenda giudiziaria di Lidiache, già dalla seconda metà dell’Ottocento, lotta per vedere affermato il diritto delle donne a iscriversi all’Albo degli avvocati. Solo a sessantacinque anni Lidia sarà la prima a poterlo fare in Italia, diventando contemporaneamente il simbolo delle lotte per il riconoscimento dei diritti femminili e schierandosi anche, nel corso della sua vita, dalla parte dei detenuti e dei minori”. A chiudere il festival sarà alle 20,30 una replica di “Noose” di Merlin Puppet Theatre.

Tra gli eventi collaterali del festival l’incontro, il 15 ottobre alle 18 con l’antropologo ambientalista Fiorenzo Caterini. Ogni sera alle 19,45 si potrà giocare con l’installazione tra arte, gioco e teatro “La voce delle cose. Macchina per il teatro incosciente”.

Un momento di “Noose” della compagnia Merlin Puppet Theatre fondata ad Atene ma da tempo residente a Berlino, lo spettacolo presentato a Cagliari veleggia tra la commedia nera e il teatro dell’assurdo

Roma

Al Parco Caffarella, con la direzione artistica di Roberta Nicolai, dal 15 al 18 ottobre si tiene “Zolla”, il cantiere di ricerca dedicato alla creazione coreografica under 35 e al dialogo tra corpo e paesaggio. “Zolla” supporta giovani talenti come Michael Incarbone, Giulia Cannas, Erica Meucci, Sara Capanna e Barbara Carulli, Claudio Larena e Simona Puglisi accompagnandoli in “un percorso fatto di incontri, sopralluoghi, studio e confronto. Al centro, una domanda: che cosa accade quando il paesaggio smette di essere uno sfondo e diventa un interlocutore? Ogni artista ha affrontato questo quesito interconnettendolo con le prospettive della propria ricerca”.

Tutti i lavori condividono “il presupposto comune di abitare il paesaggio non come scenografia ma come ecosistema. Per questo l’intero progetto dedica particolare attenzione alla riduzione dell’impatto acustico e all’ascolto delle presenze che abitano il parco. Al centro tornano il corpo performativo, il respiro, il ritmo, la capacità di generare presenza in dialogo con ciò che già esiste”. Tutti gli appuntamenti sono a seguire, cominciando dalle ore 16.

Il 15 ottobre sono di scena Michael Incarbone con “Draunara”, Giulia Cannas con “Voce” ed Erica Meucci con “Nel tempo del serpente”. Incarbone con “Draunara”rilegge “il mito mediterraneo della tromba marina e delle forze naturali che sfuggono al controllo umano”: un corpo emerge da lontano, “attraversando il campo visivo come una presenza atmosferica sospesa tra leggenda e fenomeno” (replica il 18 ottobre)

“Voce” di Giulia Cannas è una delle performance presentate dal 15 al 18 ottobre nella rassegna “Zolla” allestite nel Parco della Caffarella a Roma e dedicata ai coreografi emergenti (Fotografia di Francesco Rosso)

Giulia Cannas prosegue con la performance “Voce” la sua indagine sui margini e sulle geografie liminali. Il lavoro invita il pubblico a “percorrere il paesaggio come una mappa sensibile, trasformando il cammino in un’esperienza di ascolto e di ridefinizione dello spazio”. “Nel tempo del serpente” di Erica Meucci esplora invece l’incontro con il “selvatico e con una temporalità altra rispetto a quella quotidiana”. Lo spettacolo apre “una soglia percettiva in cui intuizione, allerta e immaginazione convivono”.

16 ottobre. Oltre alle riprese di “Voce” e “Nel tempo del serpente” di Cannas e Meucci, Sara Capanna e Barbara Carulli, con “One, Two, Through” interrogano la costruzione dello sguardo contemporaneo a partire da Susan Sontag. Le immagini del dolore e della violenza vengono “attraversate da una pratica corporea che lavora sulle tensioni tra prossimità e distanza, esposizione e vulnerabilità, visione e responsabilità”. (replica anche l’indomani)

17 ottobre. “Superati i controlli: tentativi di volo” di Simona Puglisi “sviluppa una riflessione sul distacco, il ritorno e il desiderio di appartenenza. A partire dall’immaginario del viaggio e della migrazione, il corpo attraversa il parco come un territorio di radici mobili e identità in trasformazione”. A seguire Claudio Larena, con “Spinte” porta nello spazio aperto una ricerca “sull’ambiguità della spinta come gesto relazionale, sospeso tra gioco e controllo, cura e sopraffazione. La vastità del paesaggio amplifica la dimensione meccanica e collettiva di questo dialogo fisico tra corpi”.

18 ottobre. Repliche degli spettacoli di Incarbone, Puglisi e Larena.

“One Two, Through” è la performance messa a punto da Sara Capanna e Barbara Carulli nel segno di Susan Sontag e presentata al Parco Cafarella per “Zolla” (Fotografia di Alessandro Botticelli)

Dal 15 al 18 ottobre 2026, il Teatro Basilica di Roma apre la sua stagione ospitando “Andromaca-Il candore del cigno”, spettacolo prodotto dal Gruppo della Creta e diretto da Valeria Almerighi, con Daniela Giovanetti protagonista e Damiano Giuranna alle musiche dal vivo. Scritto da Gianni Guardigli a partire dalla figura di Andromaca dell’Iliade, lo spettacolo torna sulla “storia di una donna a cui la guerra ha sottratto ogni cosa per interrogare, attraverso la memoria, il dolore e la capacità di resistere, il significato dell’ascolto e la possibilità di immaginare un futuro oltre le macerie.” Quattro le repliche in programma: 15 e 16 ottobre alle 21, 17 ottobre alle 19.30 e 18 ottobre alle 16.30.

Così raccontano la messa in scena i teatranti del Gruppo della Creta :

“La nostra Andromaca porta in sé la potenza di una donna che resiste, che non si piega al dolore ma cerca ancora la vita e la costruzione di un futuro possibile. Il suo candore è quello de “il cigno” di Baudelaire, colmo di amore e di pietas, un omaggio ai prigionieri, agli esuli e ai vinti. Il nome della nostra protagonista parla chiaro: colei che combatte gli uomini.

Andromaca combatte, rialzandosi dalle macerie della sua storia – la guerra le ha tolto tutto, uccisi il padre, i fratelli, il marito e il figlio, portata via la terra – ci immerge nell’esercizio dell’ascolto, essenza di ogni forma di Giustizia e di Rivoluzione”.

L’attrice Daniela Giovannetti è l’interprete di “Andromaca-Il cantore del cigno” del Gruppo della Creta, regia di Valeria Almerighi che inaugura la Stagione del Teatro Basilica a Roma

Modena

Si intitola “Triage-Emergenze Drammaturgiche” il progetto dell’ensemble lacasadargilla / Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni, Alice Palazzi e Maddalena Parise collegato ad “A House of play”, il Corso di Alta Formazione per la scena contemporanea della Scuola Iolanda Gazzerro di Ert. Lunedì 12 e martedì 13 ottobre alle ore 20.30 al Teatro Storchi, i testi, le pratiche e le traiettorie di ricerca maturate nei mesi di lavoro hanno costruito il dispositivo scenico che viene aperto al pubblico: “un cantiere di scrittura e di ascolto, una “sala d’attesa” attraversata da presenze, urgenze, istruzioni, deviazioni e possibilità narrative”. Il percorso è stato condiviso con l’autore australiano Andrew Bovell, la danzatrice Marta Ciappina, il danzatore Marco D’Agostin, l’autrice Mihaela Michailov, e gli interpreti, autrici/autori Tania Garribba, Emiliano Masala, Francesco Villano e il drammaturgo Fabrizio Sinisi.

Al centro di “Triage-Emergenze Drammaturgiche” c’è una delle tante “sale d’attesa delle nostre esistenze, un luogo concreto e metaforico allo stesso tempo, in cui si incontrano persone, storie e aspettative. Un ambiente solo apparentemente quotidiano, regolato da tempi e convenzioni, che diventa lo spazio per far emergere ciò che normalmente rimane sommerso”.

L’allestimento è volutamente essenziale: sedie, un tavolino d’accoglienza, un altoparlante che diffonde annunci e musiche d’antan, come in una sala d’attesa. Quando il pubblico entra, il “Triage” è già in corso. Da quel momento “prende avvio un’esperienza della durata di circa un’ora e un quarto, il cui sviluppo non è completamente prevedibile. Il risultato è una drammaturgia in movimento, costruita dal vivo: un esperimento che porta il processo di scrittura direttamente sulla scena per mettere pubblico”.

La locandina di “Triage-Emergenze drammaturgie” curato dall’ensemble lacasadargilla per “A House of play”, corso di alta formazione della Scuola teatrale Iolanda Gazzerro di Ert. Mostra il dispositivo scenico al pubblico l’11 e il 12 ottobre al teatro Storchi di Modena

 

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