Finanza

Piazza Affari, gli imprenditori delle Pmi e la scommessa di Banca Generali

Da vent’anni si promette di rilanciare le PMI attraverso la Borsa, ma i numeri raccontano un’altra storia. Il progetto PMI2Change di Banca Generali e Intermonte punta a invertire la rotta con un modello che unisce private banking, investment banking e mercato dei capitali.

10 Luglio 2026

Sono almeno vent’anni che sentiamo parlare della necessità di riportare le Pmi al centro del mercato dei capitali. Ogni stagione ha avuto la sua ricetta: incentivi fiscali, riforme della Borsa, proclami degli attori bancari, semplificazioni. Ogni volta l’obiettivo era lo stesso: aiutare le aziende a crescere attraverso il capitale di rischio, riducendo la storica dipendenza dal debito bancario.

Basta guardare i numeri per capire quanto poco sia cambiato. In Italia il valore delle imprese non quotate sfiora i 1.800 miliardi di euro, contro circa 1.200 miliardi delle società quotate. È una situazione opposta rispetto a Francia, Germania e Spagna. Ancora più significativo è il dato sulla Borsa. L’80% delle aziende quotate a Milano ha una capitalizzazione inferiore al miliardo di euro ma nel complesso rappresenta 3% della capitalizzazione totale di Piazza Affari. Un paradosso che racconta meglio di qualsiasi analisi il problema di liquidità, visibilità e valorizzazione che penalizza le Pmi e le loro possibilità di crescita.

Nel frattempo il mercato ha preso un’altra strada. Le quotazioni diminuiscono, mentre cresce il ricorso delle Pmi al private equity. È un’evoluzione naturale, ma non può essere l’unica risposta. Un sistema economico equilibrato ha bisogno di strumenti diversi e complementari.

È da questa constatazione che parte PMI2Change, il progetto lanciato all’inizio di questo mese da Banca Generali e dalla controllata Intermonte SIM, storico broker e investment bank di Piazza Affari specializzata nelle PMI, acquisito dalla banca guidata da Gian Maria Mossa nel 2025. Il progetto porta due novità: un nuovo indice azionario, Intermonte Valore Italia, dedicato a cento Pmi quotate selezionate in base a criteri qualitativi; e un nuovo ETF a gestione attiva  e con le agevolazioni fiscali previste per PIR – Investlinx Intermonte Valore Italia – che investirà nell’universo definito dal nuovo indice.

I due strumenti vogliono rilanciare attenzione e liquidità su un segmento oggi sottovalutato e stimolare un effetto emulativo capace di convincere migliaia di imprese che il mercato dei capitali può tornare a essere un alleato della crescita. Quanto potrebbe valere, in concreto, questo effetto traino?

Banca Generali, che gestisce 113 miliardi di euro per clientela facoltosa, stima che tra i suoi clienti ci siano circa 100mila imprenditori e che a questi afferiscano 25mila imprese (con un valore d’impresa stimato di 330 miliardi di euro). Scremando sulla base di criteri qualitativi, si può arrivare a una stima di Pmi potenzialmente idonee alla quotazione compresa tra 5 e 10 mila. Un vasto bacino a cui attingere, capace di rimodellare il volto di Piazza Affari; ma, per citare De Gaulle, un “vaste programme“, se si guarda ai risultati ottenuti finora.

Ma è qui che emerge l’aspetto inedito del progetto, di cui indice azionario e Etf collegato sono i due pilastri: il pieno allineamento strategico di interessi operatore bancario,  intermediario mobiliaree il cliente-imprenditore cui fa capo la Pmi. Tradizionalmente il sistema bancario ha cercato di entrare nel private banking partendo dall’essere la banca dell’impresa. Prima il credito, poi la gestione del patrimonio dell’imprenditore. Banca Generali percorre la strada opposta, dal private all’investment banking. È un’inversione di prospettiva non banale: partire dalla fiducia costruita con la persona per accompagnare anche l’impresa nelle proprie scelte strategiche.

Ecco allora che PMI2Change svela tutto il potenziale strategico dell’intuizione che l’anno scorso portò all’acquisizione di Intermonte da parte dell’istituto guidato dall’a.d. Mossa. Per questa via Banca Generali evolve il proprio posizionamento di banca private attraverso un’offerta integrata che unisce la consulenza patrimoniale ai servizi di investment banking: una vera banca dell’imprenditore. La scommessa sulla Pmi è per il Gruppo Banca Generali anche un salto qualitativo del modello di business: dal patrimonio privato dell’imprenditore al suo capitale d’impresa.

Se questo accadrà, PMI2Change sarà il primo esempio concreto di un ecosistema nel quale private banking, investment banking e mercato dei capitali lavorano finalmente nella stessa direzione. È una scommessa che il Paese attende da molti anni, e una scossa necessaria per assicurare la continuità d’impresa in un Paese che invecchia, facilitando il passaggio generazionale. L’obiettivo non è tanto spingere le imprese a quotarsi a tutti i costi, ma creare un ecosistema nel quale la quotazione torni a essere una scelta conveniente e capace di valorizzare e far crescere le Pmi italiane.

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.