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Bullismo e cyberbullismo, per il 66 per cento dei giovani il web è il luogo più violento

Dall’Osservatorio indifesa 2026 di Terre des Hommes e Scomodo: revenge porn tra i rischi principali. Un ragazzo su due chiede consigli all’Intelligenza Artificiale

3 Febbraio 2026

Il web è percepito come il luogo più a rischio di violenza. Lo afferma il 66% dei giovani italiani coinvolti nell’edizione 2026 dell’Osservatorio indifesa, realizzato da Terre des Hommes insieme alla community Scomodo. Il report, diffuso in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo (7 febbraio) e del Safer Internet Day (10 febbraio), ha raccolto le opinioni di oltre 2.000 under 26.

Dai dati emerge che un giovane su due dichiara di aver subito almeno un episodio di violenza nella propria vita. Le ragazze risultano più esposte rispetto ai ragazzi (57 per cento contro 42 per cento), mentre la percentuale sale al 67 per cento tra le persone non binarie.

Le donne menzionano più frequentemente casi di molestie sessuali rispetto agli uomini  (49.1 per cento vs 29.5 per cento), così come pedinamenti (26.8 per cento vs 7.8 per cento), abusi e sopraffazioni (19.7 per cento vs 15.2 per cento) e coercizione (11.5 per cento vs 9.8 per cento), evidenziando una maggiore esposizione a forme di violenza che coinvolgono direttamente il corpo e lo spazio personale. Tra gli uomini assumono un peso più elevato rispetto alle donne umiliazioni/emarginazioni (53 per cento vs 35.9 per cento), scherzi pesanti (39.2 per cento vs 23.6 per cento), aggressioni (33.6 per cento vs 9.5 per cento) e messaggi in chat (27.2 per cento vs 22.2 per cento), suggerendo una diversa configurazione delle esperienze violente per genere. Se per le ragazze i contesti più a rischio, oltre al web, sono la strada, i mezzi pubblici e le relazioni intime e familiari, per i ragazzi assumono maggiore rilevanza la scuola e il gruppo di amici.

Giornata contro bullismo e cyberbullismo
Le tipologie di violenza più frequentemente indicate sono le molestie sessuali (45.5%), seguite da esperienze di umiliazione, emarginazione o esclusione (40%). Le aggressioni fisiche esplicite e le forme di coercizione diretta risultano meno frequenti, pur restando presenti, mentre sono indicate più raramente le scritte offensive in spazi pubblici e l’istigazione alla violenza da parte di terzi

Pericoli online: revenge porn e contatti da sconosciuti

Tra i principali rischi percepiti online, il 59 per cento indica il revenge porn, ovvero la condivisione non consensuale di immagini intime. Il 79 per cento dei giovani riconosce la pericolosità della condivisione di materiale intimo e la quasi totalità sa di poter denunciare e richiedere la rimozione dei contenuti diffusi senza consenso.

Meno consapevolezza emerge sul tema delle immagini modificate o manipolate da terzi, fenomeno che molti dichiarano di non saper riconoscere con certezza.

Un’esperienza comune alla maggior parte degli intervistati riguarda l’essere contattati da sconosciuti online: è accaduto all’80 per cento dei ragazzi. Le ragazze dichiarano di provare più frequentemente paura e disagio, mentre tra i ragazzi prevale un atteggiamento di curiosità.

Giornata contro bullismo e cyberbullismo
Distribuzione risposte alla domanda “Secondo te, qual è il rischio maggiore che un ragazzə corre online (sul web)?” per genere

Cyberbullismo: rischio più sentito tra i ragazzi maschi

Il cyberbullismo viene indicato come principale rischio online dal 45 per cento dei maschi e dal 42 per cento del campione totale, soprattutto tra i più giovani. In caso di episodi di bullismo o cyberbullismo, i ragazzi tendono a parlarne principalmente con gli amici e, nelle fasce d’età più basse, con i genitori.

Terre des Hommes è impegnata da anni nella prevenzione attraverso progetti che utilizzano lo sport come strumento educativo, come “Coach contro il bullismo” e “Sport4Rights”, e nei prossimi mesi porterà avanti un tour nelle scuole italiane.

Giovani e Intelligenza Artificiale: un supporto per problemi personali

L’Osservatorio evidenzia anche il rapporto tra giovani e Intelligenza Artificiale. Il 50 per cento dei rispondenti dichiara di aver chiesto almeno una volta consiglio a un chatbot, in particolare per problemi sentimentali (24 per cento), di salute (22 per cento) o per supporto psicologico (21 per cento).

Sul tema della privacy, la maggioranza considera inaccettabile il controllo del telefono da parte del partner, ma il 69 per cento condivide password di telefono o social con genitori, amici o partner, prevalentemente per motivi di sicurezza.

Chat e body shaming: come reagiscono i giovani

Circa un terzo dei ragazzi ha assistito a chat in cui si commentava l’aspetto fisico di altre persone. In queste situazioni, il 40 per cento ne parla con qualcuno di fiducia, il 36 per cento silenzia la chat, il 31 per cento la abbandona e il 30 per cento segnala i contenuti. Le ragazze tendono maggiormente a intervenire, mentre tra i ragazzi prevale il disimpegno.

Giornata contro bullismo e cyberbullismo
Ti è mai capitato, o conosci qualcuno a cui è capitato, di essere in chat o gruppi dove si fanno
commenti sull’aspetto fisico di altre persone?

Protocollo tra Terre des Hommes e Polizia di Stato

Per rafforzare la prevenzione dei reati online che coinvolgono i minori, Terre des Hommes ha siglato un protocollo triennale con la Polizia di Stato. Dal 6 febbraio saranno diffuse su YouTube tre pillole video informative con l’attore Daniele Santoro e l’avvocata esperta di media digitali Marisa Marraffino.

Prosegue inoltre la mostra fotografica “Supereroi”, dedicata al lavoro della Polizia Postale contro l’adescamento online: sarà a Firenze il 9 febbraio e a Milano, a Palazzo Reale, dal 18 febbraio.

“Dall’Osservatorio indifesa emerge che i giovani sono consapevoli dei pericoli del web, ma è necessario fornire loro strumenti adeguati per affrontarli. È compito delle istituzioni e della società garantire informazioni corrette e mezzi di tutela”, afferma Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia. “La ricerca conferma come le soggettività femminili in età adolescenziale siano tra le più esposte a queste forme di violenza, in particolare alla condivisione non consensuale di materiale intimo”, dichiara Cecilia Pellizzari, direttrice editoriale di Scomodo.

Cos’è l’Osservatorio indifesa

Attivo dal 2014, l’Osservatorio indifesa rappresenta un punto di riferimento permanente per il monitoraggio di bullismo, cyberbullismo, violenza di genere e rischi online. Dal 2025 è realizzato in collaborazione con Scomodo. In oltre dieci anni ha coinvolto più di 74.000 adolescenti in tutta Italia.

Nel 2026 sostengono l’iniziativa BIC, BIC Foundation, Acea e Avon.

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