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Cybersecurity, minaccia globale: ransomware in aumento del 42%, l’Italia rafforza la resilienza digitale
Cyber Security Report TIM e Cyber Security Foundation: attacchi ransomware in forte crescita, AI e geopolitica cambiano lo scenario delle minacce
La cybersicurezza si conferma una delle principali sfide strategiche per governi, imprese e cittadini. A spingere verso l’alto il livello di rischio sono la crescente instabilità geopolitica e l’utilizzo sempre più sofisticato dell’intelligenza artificiale, che sta trasformando sia gli strumenti di attacco sia quelli di difesa. È quanto emerge dalla seconda edizione del Cyber Security Report realizzato da TIM e Cyber Security Foundation, presentato alla Camera dei Deputati.
Secondo il rapporto, nel 2025 gli attacchi ransomware hanno superato quota 7.400 a livello globale, con un incremento del 42% rispetto all’anno precedente. In Italia i casi censiti sono stati 166, in crescita del 14%, con una forte concentrazione nel Nord-Ovest del Paese e una particolare incidenza in Lombardia, che da sola rappresenta oltre il 30% degli episodi registrati sul territorio nazionale.
Dietro questi numeri si nasconde un fenomeno sempre più strutturato. Il cybercrime si sta infatti industrializzando, sfruttando modelli organizzativi avanzati e nuove tecnologie per aumentare efficacia e capacità di penetrazione. In questo contesto, l’intelligenza artificiale svolge un ruolo ambivalente: da un lato consente di automatizzare la produzione di malware e perfezionare le campagne di phishing; dall’altro offre strumenti sempre più efficaci per la prevenzione, l’analisi delle vulnerabilità e la risposta agli incidenti.
Proprio sul valore strategico della sicurezza digitale si è soffermata Alessandra Michelini, amministratrice delegata di Telsy, società del Gruppo TIM specializzata nella cybersecurity.
«La crescita delle minacce cyber conferma che la sicurezza digitale non può più essere considerata un tema esclusivamente specialistico o meramente difensivo. Reti di telecomunicazioni, dati, infrastrutture cloud e sistemi di comunicazione costituiscono asset strategici essenziali per la continuità operativa del Paese e per la competitività del sistema economico. Per questo, la risposta non può limitarsi alla gestione delle emergenze: è necessario investire in sovranità digitale, sviluppo delle competenze e tecnologie sicure, rafforzando al contempo la collaborazione tra istituzioni, industria e mondo della ricerca. In questa prospettiva, la cybersecurity rappresenta una vera e propria leva di crescita e innovazione. Essa contribuisce a generare fiducia, proteggere gli asset strategici nazionali e rendere la trasformazione digitale più resiliente, sostenibile e competitiva nel lungo periodo».
Il rapporto evidenzia inoltre una trasformazione delle minacce distribuite. Gli attacchi DDoS sono diminuiti del 36% in termini numerici, ma risultano più selettivi e persistenti, con tempi medi di esposizione cresciuti del 19%. A essere maggiormente colpiti sono enti pubblici, servizi professionali, telecomunicazioni e trasporti, cioè settori considerati strategici per il funzionamento del sistema Paese.
Parallelamente cresce anche il numero delle vulnerabilità note, salite a quasi 48.500 nel 2025, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Il documento dedica particolare attenzione agli attacchi zero-day, alle nuove forme di frode basate sull’intelligenza artificiale e alle sfide poste dalle tecnologie emergenti, dal quantum computing alle reti satellitari.
Il messaggio che emerge dal Cyber Security Report è chiaro: la cybersicurezza non rappresenta più soltanto una questione tecnica. È diventata una condizione indispensabile per garantire continuità dei servizi, competitività economica e sicurezza nazionale. In un contesto in cui AI, geopolitica e trasformazione digitale si intrecciano sempre più strettamente, la capacità di costruire resilienza sarà uno dei fattori decisivi per la crescita del Paese.
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