Finanza
Unipol, utile semestrale a 913 milioni. L’a.d. Laterza: «Puntiamo a oltre il 30% di Bper-Mps»
Unipol chiude il primo semestre 2026 con un utile di 913 milioni, in crescita di quasi il 47%. Sullo sfondo la partita Mps: l’accordo con Intesa resta valido e il gruppo punta a superare il 30% del futuro polo Bper
Unipol chiude il primo semestre 2026 con un utile netto consolidato di 913 milioni di euro, in crescita del 46,8% rispetto ai 622 milioni dello stesso periodo del 2025. Un risultato che sale a 1,056 miliardi includendo per l’intero semestre il contributo della partecipazione in Bper, stimato in 246 milioni. È un dato che fotografa non solo la forza del business assicurativo, ma anche il peso crescente della componente bancaria nella strategia del gruppo.
«I numeri della semestrale confermano la forza del nostro business model», ha detto l’amministratore delegato di Unipol Matteo Laterza presentando i risultati. «Siamo stati in grado di arrivare a risultati eccellenti per quanto riguarda tutte le metriche principali, con gli utili lordi che hanno superato i 900 milioni di euro, quasi il 50% in più dell’anno scorso». Laterza sottolinea anche la qualità della crescita, sostenuta dalla redditività tecnica nei Danni, dalla crescita profittevole nel Vita e dalla capacità di generare capitale. Al risultato ha contribuito anche la plusvalenza su un investimento in SpaceX, retaggio di un precedente investimento in Twitter (poi rilevata da Elon Musk)
Il comparto assicurativo resta infatti il principale motore dei conti. Il risultato netto del gruppo assicurativo è salito a 1,043 miliardi di euro, il 41,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La raccolta diretta ha raggiunto 9,016 miliardi, in crescita del 3,9%, mentre nel Danni il combined ratio è migliorato al 91,8%, dal 92,7% di un anno prima. Il risultato ante imposte del settore Danni è salito a 885 milioni, contro i 520 milioni del primo semestre 2025.
Ma la semestrale arriva mentre Unipol prepara il passaggio successivo della propria strategia bancaria. Al centro c’è l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps e, soprattutto, l’accordo attraverso il quale Unipol è destinata ad acquisire da Intesa una parte delle attività di Mps (marchio e filiali) a valle dell’operazione. Per Laterza, il punto essenziale è che l’intesa non cambia in funzione dell’esito dell’offerta.
«L’accordo tra Unipol e Intesa Sanpaolo per l’acquisizione di parte delle attività di Mps a valle dell’Opas di Ca’ de Sass rimane lo stesso, qualunque decisione Intesa dovesse prendere sull’offerta. L’esborso di Unipol è protetto dal cap di 3,5 miliardi, che rappresenta la cifra massima per l’acquisizione. In base all’accordo pagheremo metà del multiplo che Intesa Sanpaolo pagherà per Mps, con un tetto di 3,5 miliardi».
Il passaggio successivo è quello delle filiali. Nel disegno di Unipol, le attività Mps acquisite da Intesa verrebbero trasferite a Bper, rafforzando ulteriormente il futuro gruppo bancario. È una combinazione che, secondo Laterza, potrebbe portare alla nascita di un vero conglomerato finanziario. «Nel caso in cui Unipol acquisisca da Intesa Sanpaolo le filiali di Mps, girandole poi a Bper, si andrà a creare un grande conglomerato finanziario che avrà la parte assicurativa e la parte bancaria che daranno lo stesso contributo a livello di redditività».
Da qui l’obiettivo dichiarato sul capitale di Bper-Mps. «In questo momento la nostra missione consiste nell’avere una quota superiore al 30% in Bper-Mps e poi, a seconda delle nostre capacità di generazione di capitale, speriamo anche di poter aumentare questa quota», ha detto Laterza.
L’ambizione è accompagnata da numeri altrettanto significativi sul futuro del conglomerato. «Abbiamo un nuovo livello minimo di 930 milioni, che sono gli 800 milioni che avevamo annunciato considerando anche l’aumento di capitale che pensiamo di poter eseguire entro fine anno. Post acquisizione di parte delle attività di Mps, il nuovo conglomerato avrà una redditività totale di circa 2 miliardi con contributi analoghi dalla «gamba» assicurativa e da quella bancaria».
Nel frattempo Unipol arriva alla partita con un patrimonio netto consolidato di 11,8 miliardi di euro e un solvency ratio del 259%, in aumento dal 230% di fine 2025.
Il quadro che emerge è quindi quello di un gruppo che, mentre rafforza la redditività del core business assicurativo, utilizza la generazione di capitale e la partecipazione in Bper per giocare un ruolo da protagonista nel consolidamento bancario italiano. La partita Mps, per Unipol, non è soltanto un’operazione finanziaria: è il tassello destinato a definire la dimensione e l’equilibrio del futuro polo bancario costruito sull’asse Modena-Siena.
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