Venezia

Il modello Ca’ Foscari: cosa rende unica l’università di Venezia 

Se la storia rappresenta le fondamenta di Ca’ Foscari, il futuro dipenderà dalla capacità dell’Ateneo di continuare a innovare senza perdere la propria identità. In un contesto caratterizzato da un progressivo calo demografico e da una crescente competizione tra università.

23 Luglio 2026

Come docente di Economia Internazionale presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, ricercatore e presidente dell’European Youth Think Tank, mi viene spesso rivolta una domanda da studenti italiani e internazionali: cosa rende Ca’ Foscari diversa dalle altre università italiane? La risposta va ben oltre la qualità della didattica o della ricerca. Riguarda la sua storia, il contesto nel quale è nata e la capacità di trasformare l’identità di Venezia in un modello universitario riconosciuto a livello internazionale.

Ca’ Foscari non è semplicemente un’università che si trova a Venezia. È un ateneo che riflette la vocazione di una città che per secoli è stata uno dei principali centri economici, commerciali e culturali del Mediterraneo. Questa eredità continua ancora oggi a influenzarne l’identità, l’offerta formativa e la capacità di attrarre studenti e ricercatori da tutto il mondo.

Una storia che nasce dal commercio internazionale

Fondata nel 1868 come Scuola Superiore di Commercio, Ca’ Foscari è stata la prima istituzione italiana dedicata agli studi economici e commerciali. La sua nascita non fu casuale. Venezia aveva costruito la propria prosperità attraverso il commercio internazionale, la navigazione, la finanza e i rapporti con l’Oriente. In una fase storica in cui l’Italia appena unificata aveva bisogno di una classe dirigente preparata ad affrontare i mercati internazionali, Ca’ Foscari rappresentò una scelta lungimirante.

Questa vocazione continua ancora oggi. Economia, lingue, relazioni internazionali, sostenibilità, commercio estero e studi sull’Asia rappresentano ambiti nei quali l’Ateneo ha sviluppato una reputazione consolidata, mantenendo un forte legame con la storia della città e con le esigenze dell’economia contemporanea.

Un’università che vive dentro la città

Una delle caratteristiche che rendono Ca’ Foscari diversa da molte altre università italiane è il rapporto con il territorio.

Molti atenei sono organizzati in grandi campus costruiti ai margini delle città. Venezia segue una logica completamente diversa. Le sedi universitarie sono distribuite all’interno del tessuto urbano, ospitate in palazzi storici recuperati e restituiti alla vita accademica. Questo permette agli studenti di vivere quotidianamente la città, trasformando l’esperienza universitaria in qualcosa che va oltre la semplice frequenza delle lezioni.

Pochi luoghi al mondo consentono di passare da una biblioteca a un palazzo rinascimentale, attraversare un ponte sul Canal Grande e raggiungere un’aula universitaria immersi in un patrimonio artistico unico.

Studiare a Venezia significa vivere una città nella quale ci si muove prevalentemente a piedi, senza traffico automobilistico, in un ambiente che favorisce l’incontro, la socialità e la dimensione internazionale della vita universitaria.

L’internazionalizzazione come identità

Se esiste una parola capace di descrivere Ca’ Foscari è probabilmente “internazionalizzazione”.

La posizione storica di Venezia, ponte naturale tra Europa e Oriente, continua a riflettersi nell’identità dell’Ateneo. I rapporti con l’Asia, gli insegnamenti linguistici, le collaborazioni con università straniere e la partecipazione ai principali programmi di mobilità internazionale rappresentano una delle caratteristiche distintive dell’università veneziana.

Ogni anno migliaia di studenti scelgono Ca’ Foscari per un periodo di studio, mentre numerosi studenti cafoscarini trascorrono parte del proprio percorso formativo all’estero. Questa continua circolazione di persone, competenze e culture rappresenta uno degli elementi che maggiormente arricchiscono l’esperienza universitaria.

Anche i dati occupazionali confermano la solidità di questo modello. L’elevata partecipazione a tirocini curriculari, esperienze internazionali e collaborazioni con imprese contribuisce a favorire l’ingresso dei laureati nel mercato del lavoro, rafforzando il ruolo dell’università come ponte tra formazione e mondo produttivo.

Un motore per Venezia e per il Veneto

Il valore di Ca’ Foscari non si misura soltanto nel numero degli studenti o dei laureati.

Un’università rappresenta un’infrastruttura della conoscenza. Produce ricerca, genera innovazione, favorisce collaborazioni con le imprese, contribuisce allo sviluppo culturale e crea valore economico per il territorio.

Migliaia di studenti, docenti, ricercatori e personale universitario sostengono ogni giorno il commercio, i servizi, il mercato immobiliare e l’offerta culturale della città. Allo stesso tempo, la presenza di un’università internazionale contribuisce a rendere Venezia una città viva durante tutto l’anno, affiancando alla vocazione turistica quella della formazione, della ricerca e dell’innovazione.

È probabilmente questa la caratteristica più importante del modello Ca’ Foscari: aver saputo trasformare la straordinaria storia di Venezia non in un elemento da conservare passivamente, ma in una risorsa capace di produrre conoscenza, attrarre talenti e creare nuove opportunità per le future generazioni.

 

L’accessibilità è parte della competitività

Per quanto Venezia rappresenti una delle città più affascinanti al mondo, la sua particolare conformazione rende il tema dell’accessibilità centrale per il futuro dell’università.

Uno degli esempi più evidenti è rappresentato dal campus economico di San Giobbe. La realizzazione del Ponte della Costituzione ha ridotto sensibilmente i tempi di collegamento tra la stazione ferroviaria di Santa Lucia e il campus, dimostrando come anche un’infrastruttura relativamente semplice possa migliorare concretamente l’accessibilità di un’intera area universitaria.

Guardando ai prossimi anni, ulteriori investimenti nella mobilità potrebbero rafforzare ancora di più il ruolo di Ca’ Foscari. Collegamenti ferroviari più rapidi con il resto del Veneto, una migliore integrazione tra treni, trasporto pubblico e servizi per gli studenti renderebbero Venezia ancora più attrattiva. Per una città che vive soprattutto di pendolari provenienti dalla terraferma, ridurre i tempi di percorrenza significa ampliare il bacino di studenti e facilitare la partecipazione di docenti, ricercatori e professionisti provenienti da tutta Italia.

Ricerca e innovazione: il vero motore della crescita

Un’università non vive soltanto di didattica. La ricerca rappresenta una delle sue missioni fondamentali.

Negli ultimi anni Ca’ Foscari ha dimostrato una crescente capacità di competere nei principali programmi europei di finanziamento, ottenendo risultati significativi nei bandi internazionali e nelle Marie Skłodowska-Curie Actions. Questi successi testimoniano la qualità della ricerca sviluppata all’interno dell’Ateneo e la sua capacità di attrarre giovani studiosi da tutto il mondo.

Proprio per questo motivo sarà importante continuare a investire nella ricerca scientifica, favorendo una maggiore partecipazione ai programmi europei, ma anche rafforzando i finanziamenti nazionali destinati ai progetti di ricerca e al reclutamento di giovani ricercatori.

Le università producono innovazione, brevetti, collaborazioni con le imprese e nuove competenze. Investire nella ricerca significa investire nello sviluppo economico del territorio.

Investire nelle persone prima ancora che negli edifici

Le infrastrutture sono fondamentali, ma rappresentano soltanto una parte dell’equazione.

La vera forza di un’università è costituita dalla propria comunità accademica.

Nuovi docenti, nuovi ricercatori e nuovi corsi consentono di ampliare l’offerta formativa e di rispondere alle trasformazioni del mercato del lavoro. Ogni giovane ricercatore porta con sé competenze, relazioni internazionali e capacità di attrarre progetti competitivi. Ogni nuovo corso rappresenta un’opportunità per gli studenti e per il territorio.

Accanto alle risorse pubbliche, potrebbe inoltre essere utile sviluppare forme sempre più strutturate di collaborazione con il mondo delle imprese. Sponsorizzazioni, partnership, cattedre finanziate e progetti di ricerca congiunti potrebbero contribuire a sostenere l’innovazione senza mettere in discussione l’autonomia scientifica dell’università. Del resto, se il settore privato investe nello sport, nella cultura e nella ricerca industriale, non vi è ragione per cui non possa contribuire anche alla crescita di un’università pubblica, quando questo avvenga nel pieno rispetto della libertà accademica.

Guardare al futuro senza perdere la propria identità

Le trasformazioni tecnologiche stanno cambiando anche il modo di fare università. Le piattaforme digitali e la crescente diffusione delle università telematiche stanno modificando le aspettative degli studenti. Pur mantenendo la centralità della didattica in presenza, alcune attività formative potrebbero essere integrate con strumenti digitali, rendendo l’offerta più flessibile e accessibile, senza rinunciare alla qualità che contraddistingue un Ateneo pubblico.

Allo stesso tempo, sarà fondamentale proseguire negli investimenti sulla sostenibilità. L’efficientamento energetico degli edifici universitari, l’innovazione tecnologica e una gestione sempre più efficiente delle risorse possono contribuire a liberare risorse da destinare alla ricerca, ai servizi agli studenti e all’internazionalizzazione.

Ca’ Foscari possiede caratteristiche che poche università possono vantare: una storia profondamente legata al commercio internazionale, una città unica al mondo come campus diffuso, una forte vocazione internazionale e un territorio tra i più dinamici d’Europa dal punto di vista economico e produttivo.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questi punti di forza in un vantaggio competitivo ancora maggiore. Continuare ad attrarre talenti, investire nella ricerca, migliorare l’accessibilità, rafforzare i rapporti con il sistema produttivo e valorizzare il capitale umano significa investire non soltanto sul futuro dell’università, ma anche su quello di Venezia e dell’intero Veneto.

In fondo, il modello Ca’ Foscari insegna proprio questo: un’università cresce quando riesce a coniugare tradizione e innovazione, identità locale e apertura internazionale. È questa capacità di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici che continua a renderla una delle realtà accademiche più originali e riconoscibili del panorama italiano.


Luigi Capoani è economista, ricercatore e docente di Economia Internazionale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Economia presso l’Università di Salerno, sviluppando parte del proprio percorso scientifico presso l’Università di Birmingham. Le sue attività di ricerca si concentrano sull’economia internazionale, sulla politica industriale e sull’innovazione tecnologica.

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