Storia

Il Tricolore e la Legione Lombarda: quando a Milano nacque il simbolo dell’Italia

7 Gennaio 2026

Il Tricolore non è soltanto un emblema istituzionale: è una narrazione storica viva, un filo che unisce generazioni, ideali e sacrifici. Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronunciate in occasione del 229° anniversario della nascita del Tricolore, ne hanno restituito con forza il valore profondo: simbolo di unità, libertà, democrazia e coesione sociale. Ma per comprendere appieno il significato di quella bandiera che oggi rappresenta l’Italia nel mondo, è necessario tornare a uno dei suoi momenti fondativi meno ricordati, ma decisivi: la nascita del Tricolore a Milano, il 10 ottobre 1796, con la Legione Lombarda.

Prima ancora della proclamazione ufficiale del Tricolore da parte della Repubblica Cispadana nel gennaio 1797, fu infatti la Legione Lombarda a sventolare per prima una bandiera verde, bianca e rossa identica per colori e disposizione a quella attuale. Milano, cuore politico e culturale dell’Italia settentrionale, divenne così il luogo in cui il Tricolore assunse per la prima volta un significato militare e nazionale. Non si trattava di un semplice segno distintivo, ma dell’espressione concreta di una nuova coscienza politica: l’idea che gli italiani potessero riconoscersi in un simbolo comune, al di là delle antiche divisioni dinastiche e territoriali.

La Legione Lombarda nacque nel contesto delle campagne napoleoniche in Italia e dei fermenti rivoluzionari che attraversavano l’Europa. Era composta da volontari italiani che combattevano non solo come alleati dell’esercito francese, ma soprattutto come portatori di un progetto politico nuovo: l’emancipazione dalla dominazione straniera e l’affermazione di principi di libertà e cittadinanza. Il Tricolore della Legione Lombarda divenne così il vessillo di un’Italia che iniziava a immaginarsi nazione, ancora prima di esserlo formalmente.

Quel momento milanese del 1796 rappresenta una svolta simbolica fondamentale. Per la prima volta, una bandiera italiana non nasceva come emblema dinastico o territoriale, ma come segno di un popolo in armi per un ideale. È da qui che il Tricolore acquista una dimensione popolare e nazionale, che verrà poi sancita ufficialmente il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia dalla Repubblica Cispadana. Senza l’esperienza della Legione Lombarda, tuttavia, difficilmente il Tricolore avrebbe assunto con tanta forza il valore di simbolo unitario.

Attraversando il Risorgimento, quella bandiera accompagnò le speranze e le lotte di patrioti, volontari e intellettuali. Divenne il segno visibile di un progetto politico che mirava a unire la Penisola sotto ideali comuni di libertà e indipendenza. Nel 1861, con la proclamazione del Regno d’Italia, il Tricolore fu scelto come bandiera nazionale, suggellando simbolicamente la nascita della nazione italiana. In esso convivevano la memoria delle repubbliche rivoluzionarie, l’esperienza delle legioni volontarie e il lungo cammino risorgimentale.

Con la nascita della Repubblica nel 1946, il Tricolore trovò una nuova e definitiva consacrazione. Liberato dai simboli monarchici, venne assunto come vessillo del nuovo Stato repubblicano e come rappresentazione dei valori sanciti dalla Costituzione: sovranità popolare, libertà, democrazia, uguaglianza. In quel momento storico, il Tricolore tornò idealmente alle sue origini più autentiche, quelle della Legione Lombarda e delle prime esperienze repubblicane di fine Settecento.

In questo percorso di riscoperta e valorizzazione dei simboli nazionali, un ruolo fondamentale va riconosciuto al Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Fu lui a promuovere una rinnovata educazione civica attorno al Tricolore e a riformare il vessillo presidenziale, realizzando una sintesi alta e consapevole della storia italiana. In quello stendardo si fondono l’emblema della Repubblica del 1946, la bandiera della Repubblica Italiana del 1802 e il blu di Casa Savoia: un’unione che racconta la continuità dello Stato e il lungo cammino che ha portato all’Italia unita.

Quel vessillo presidenziale rappresenta visivamente ciò che il Tricolore incarna da oltre due secoli: una storia complessa, fatta di rotture e di continuità, di esperienze monarchiche e repubblicane, di lotte popolari e di costruzione istituzionale. Al centro di questo racconto resta però l’intuizione originaria della Legione Lombarda: l’idea che una bandiera potesse essere il simbolo di una comunità nazionale ancora in divenire.

Oggi il Tricolore sventola nelle missioni di pace delle Forze Armate, nelle sedi diplomatiche, negli eventi sportivi e nelle celebrazioni civili. Ovunque esso richiama non solo l’identità italiana, ma anche la responsabilità di essere fedeli ai valori che rappresenta. In quei tre colori si riflettono la nostra storia comune e le fondamenta della nostra civiltà democratica.

Ricordare la Legione Lombarda del 1796 significa restituire al Tricolore la sua origine più autentica: quella di un simbolo nato dal basso, dall’impegno e dal sacrificio di italiani che per primi immaginarono una patria comune. È da Milano, da quei volontari e da quella bandiera, che inizia il lungo cammino dell’Italia moderna.

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.