Frattesi ed Esposito dopo la sconfitta dell'Italia alla finale dei playoff contro la Bosnia che ha decretato l'eliminazione della Nazionale dai Mondiali 2026

Calcio

Italia fuori, ai Mondiali va la Bosnia ed è giusto così

1 Aprile 2026

L’Italia del calcio, sconfitta dalla modesta Bosnia, riesce nell’impresa, non facile, di non partecipare ai Mondiali di calcio per la terza volta di fila. Per una squadra con una grande tradizione, quattro volte campione del Mondo, già due estromissioni dal Mondiale – quella del 2018 e quella del 2022 – sono già un’enormità. La terza volta sfida la legge della statistica, della storia, della logica. Dopo una partita ampiamente insufficiente con una selezione di basso livello, la Bosnia Erzegovina, l’Italia viene eliminata ai rigori. Meritatatamente.

Italia Bosnia non si era messa male, anzi: sembrava la volta buona per tornare a giocare ai Mondiali. Nel primo tempo, dopo un errore difensivo da squadra da serie B, la Bosnia relaga un pallone all’Italia e Moise Kean segna, ancora una volta, portando l’Italia in vantaggio. Sembrava l’inizio di una vittoria facile, in controllo. E invece. E invece, una sciagura difensiva di Alessandro Bastoni, il difensore dell’Inter diventato famoso anche per chi non segue il calcio per aver procurato simulando l’espulsione di Pierre Kalulu, durante una partita con la Juve, e per aver subito dopo platealmente esultato, si fa meritatatemente espllere al 40esimo per un fallo dilettantesco, e senza che nessuno degli avversari simuli in faccia a lui.

Da quel momento questa Italia Bosnia che valeva la qualificazione ai Mondiali ha uno spartito solo: assedio della Bosnia, contropiede dell’Italia, spesso generosamente consesso dagli errori degli avversari e non finalizzato dagli italiani. Il livello dei nostri avversari è quello che è, e infatti l’Italia potrebbe a più riprese raddoppiare, nonostante l’inferiorità numerica. Ma alla fine, a dieci minuti dal termine della partita, la Bosnia pareggia grazie a una sponda del quarantenne Dzeko, un campione a fine corsa, ma pur sempre un campione, corretta in rete da Tabakovic. I cambi del CT azzurro Gattuso sembrano aggiungere confusione a uno spartito già povero. Le suqadre arrivano ai rigori, dopo i supplementari,  che la Bosnia domina grazie agli errori di Pio Esposito e Bryan Cristante.

Note a margine: i telecronisti italiani della Rai si lamentano per gli ultimi quaranticinque minuti degli errori arbitrali, di un mancato cartellino rosso a un difensore avversario per un fallo su Palestra, per un tocco non di spalla ma di braccio nell’azione che ha generato il pareggio bosniaco. Tutto, pur di non dire con chiarezza che la nazionale italiana, anche questa volta, non ha meritato di giocare il Mondiale, ed è la terza volta consecutiva. Nei due mondiali precedenti, 2010 e 2014, ai Mondiali c’era andata ed era stata eliminata al primo turno. Quest’anno saranno passati vent’anni dal trionfo del mondiale tedesco, con Gattuso e Buffon in campo da protagonisti. Noi guarderemo sui social network, per la milionesima volta, le immagini di quella memorabile vittoria. E poi guarderemo con la passione di sempre lo spettacolo del Mondiale di Calcio nel continente americano. L’Italia non ci sarà: ed è giusto così.

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